L’esasperazione del politicamente corretto

di Vito Verna Commenta

Epperò fa specie che determinate parole non possano in alcun contesto venir utilizzate in alcun modo.

L'esasperazione del politicamente corretto

Esprimersi in modo politicamente corretto, per carità, non potrebbe davvero essere maggiormente corretto in una società, quale quella attuale, caratterizzata da un multiculturalismo decisamente estremo.

DIMENSIONAMENTO SCUOLA PUBBLICA ENTRO GENNAIO 2012

Nulla da obiettare, dunque, nel caso in cui istituzioni e governanti si impegnino nella divulgazione della cultura del corretto con la speranza che nessuno (si sa mai quale reazione potrebbe avere) rimanga veramente offeso.

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Epperò fa specie, specie in un mondo caratterizzato da tali e tante divergenze, che determinate parole, teoricamente fondamentali al dibattito e, dunque, teoricamente fondamental alla risoluzione delle succitate divergenze, non possano in alcun contesto venir utilizzate in alcun modo.

I PRECARI DELLA SCUOLA IN UN REALITY

E’ il caso, quanto mai eclatante e significativo, della circolare che, nei mesi scorsi, sarebbe stata inviata dal New York City Department of Education agli editori dei test che, annualmente, verrebbero somministrati agli studenti delle scuole elementari della città di New York allo scopo di valutarne i progressi, piuttosto che i regressi, nei campi della letteratura, della matematica, delle scienze naturali e delle scienze sociali (e il cui funzionamento, a grandi linee, potrebbe venir paragonato al nostro caro, e politicamente scorretto, INVALSI).

Ebbene, come rivelato dal New York Times (il quotidiano che, per primo, avrebbe scoperto e divulgato lo scoop), i succitati editori, a partire dall’edizione 2012, non potranno utilizzare addirittura 50 parole (la lista delle parole bandite, in particolare, sarebbe lunga più del doppio di quella di qualsiasi altra città statunitense) tra le quali figurerebbero termini di estrema attualità quali dinosauro (poiché capace di richiamare alla mente la teoria dell’evoluzionismo), divorzio (poiché capace di scatenare cattivi ricordi in alcuni bambini), povertà (per non ricordare all’8,3% dei bambini newyorchesi di essere, purtroppo, effettivamente poveri), schiavitù ( a causa della presenza di un gran numero di bambini afroamericani), compleanno (poiché non sarebbe festeggiato dai Testimoni di Geova), dancing (poiché potrebbe far venir strane idee alle bambine più piccole), videogame, televisione (poiché strumenti capaci di distrarre i piccoli dal proprio dovere formativo) e addirittura extraterrestre (poiché potrebbe scatenare le fantasie dei bambini maggiormente sensibili).

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