Milleproroghe e Taglia-leggi al varo

di Giuseppe Aymerich 1

Il decreto “Milleproroghe” è ormai una tradizione di fine anno: ogni Governo, infatti, valuta a dicembre..

Il Consiglio dei Ministri di giovedì 18 ha consentito al Governo di emanare numerosi provvedimenti. Se molte di loro sembrano essere di scarsa importanza per il grande pubblico (si va dall’accordo fra Italia e Slovenia contro la doppia imposizione fiscale al vitalizio concesso al filosofo Guido Ceronetti), l’attenzione si posa soprattutto su due norme soprannominate con dizioni pittoresche: il Milleproroghe e la Taglia-leggi.

Il decreto “Milleproroghe” è ormai una tradizione di fine anno: ogni Governo, infatti, valuta a dicembre quali siano i provvedimenti il cui vigore è ormai di prossima scadenza e ne proroga l’efficacia per qualche mese o qualche anno.


Si segnala, in particolare, il rifinanziamento per altri sei mesi delle nostre missioni militari all’estero (con l’invio di uomini anche in due missioni ONU nuove di zecca: contro i pirati nelle coste somale e in Darfur) e il rinvio di sei mesi dell’entrata in vigore delle norme sulla class action, un provvedimento che ha fatto infuriare le associazioni dei consumatori.

La “Taglia-leggi”, invece, è una creatura del ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, che ha cancellato con un unico colpo di spugna ben 29.084 antichissime norme svuotate oggi di ogni valore (come l’obbligo di leva per i siciliani della classe 1840) risalenti a prima della Costituzione repubblicana.


Fra loro c’è anche la primissima legge del Regno d’Italia, la n. 1 del 21 aprile 1861, intitolata testualmente “Che stabilisce la formola con cui devono essere intestati tutti gli atti intitolati in nome del re” e incredibilmente mai abrogata in tutto questo tempo.
Calderoli ha anche promesso una banca-dati sul web dove pubblicare tutte le leggi vigenti.
Deciso, infine, l’election-day per il 6 e 7 giugno: in quei giorni si voterà insieme per le elezioni europee e le amministrative.

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