I provvedimenti del piano sblocca-imprese del Governo Monti dovrebbero venir approvati congiuntamente all'approvazione della prima serie di liberalizzazioni del pacchetto cresci-Italia.

Il fermento che in questi giorni sta muovendo il Governo Monti, intenzionato, ove non obbligato dagli impegni presi con i partner europei, a giungere, nel minor tempo possibile, all’emanazione del primo dei moltissimi decreti che costituiranno il famoso pacchetto cresci-Italia, è cosa rara ed ammirevole anche perché, pur nella fretta di cercare una qualsiasi soluzione al problema della probabile ed annunciata recessione italiana, il governo starebbe coinvolgendo attivamente le parti sociali sebbene, come chiunque potrebbe verificare leggendo i giornali, non certo con gli esiti sperati, giacché i sindacati, timorosi della possibilità di una nuova manovra salva-Italia che letteralmente sconvolgerebbe le finanze personali della maggior parte dei cittadini, starebbero osservando l’operato del governo con spasmodica attenzione e criticità.

Ebbene, secondo quanto lasciato trapelare da Palazzo Chigi, il Governo Monti avrebbe tutte le intenzioni di approvare, in contemporanea con il primo pacchetto di provvedimenti relativo alla liberalizzazione dei carburanti, delle farmacie e dei taxi, la prima parte del cosiddetto piano sblocca-imprese che, tra le altre cose, riguarderebbe, per lo meno in questa prima fase, soprattutto la semplificazione burocratica necessaria alla nascita agevolata di nuove PMI, oggi più che mai fondamentali per la crescita economica italiana.

I due provvedimenti in questi giorni maggiormente discussi riguarderebbero:

la regolamentazione dei controlli nei confronti delle imprese. Stando alle indiscrezioni si dovrebbe arrivare, in un futuro neanche troppo remoto, alla creazione di un unico ente competente che concentri, in un unico periodo dell’anno, i più svariati controlli cui ogni impresa dovrebbe oggi sottoporsi.

l’attribuzione di maggiori poteri decisionali/giudiziari ai dirigenti della Pubblica Amministrazione. Questa manovra dovrebbe consentire, in caso di contenzioso con i fornitori, di non ricorrere al giudice di pace consentendo, sia alla PA che all’azienda, un notevole risparmio di tempo e di denaro.

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