Testo del decreto legge 13 agosto 2011 n° 138 ed emendamento al disegno di legge di conversione

di Vito Verna 5

Il testo, completo, della manovra finanziaria 2011, corredato del maxi-emendamento approvato dal CdM nel tardo pomeriggio di ieri,

La tanto discussa e bistrattata manovra finanziaria 2011 avrebbe completato, finalmente, la prima parte del proprio iter legislativo essendo stata approvata, con voto di fiducia, dal Senato della Repubblica in data 7 settembre 2011.

La decisione di porre la fiducia sulla questione delle modifiche alla manovra finanziaria 2011 si è resa necessaria, secondo i portavoce della maggioranza, poiché ieri pomeriggio (6 settembre 2011) il Consiglio dei Ministri al completo avrebbe approvato, in tutta fretta e a discussione cominciata, un maxi-emendamento che avrebbe, ancora una volta, sconvolto il testo della finanziaria 2011-2014.

Per cercare di fare chiarezza noi di Politikos pubblichiamo, dopo il salto, sia il testo del decreto legge originario, così come promulgato in data 13 agosto 2011, sia l’emendamento al disegno di legge di conversione approvato nel tardo pomeriggio di ieri.


TESTO DEL DECRETO LEGGE 13 AGOSTO 2011 N° 138

EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE

Come potrete notare, leggendo i documenti che vi forniamo, rispettivamente presi in prestito dalla Gazzetta Ufficiale n° 188 del 13 luglio 2011 e dal sito istituzionale del Parlamento Italiano, le modifiche apportate al testo della manovra finanziaria approvata in data 13 agosto 2011 sono sostanzialmente 3 o, perlomeno, noi individuiamo nei tre elementi seguenti, le modifiche più sostanziose, importanti ed influenti.

AUMENTO DELL’IVA AL CENTRO DELLA MANOVRA FINANZIARIA

Contrariamente a quanto è stato detto e ribadito a gran voce dal ministro dell’Economia, l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota più alta dell’IVA (che passerà così dal 20 al 21%) ci sarà e sarà decisamente corposa. Dal provvedimento, che non sarà più temporaneo ma permanente e che dovrebbe servire al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico, dovrebbe arrivare allo Stato un gettino annuale pari a 6 miliardi di euro.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ

In seguito ad infinite discussioni, che hanno visto il Presidente del Consiglio contrario, sino all’ultimo, al provvedimento, sarebbe stato introdotto il contributo di solidarietà. La cosiddetta super-IRPEF, inizialmente pensata per i patrimoni superiori i 90.000 euro (5%), era stata in seguito repressa e successivamente reintrodotto per i redditi superiori ai 500.000 euro con aliquota al 3%. Con il maxi-emendamento di ieri, che ha posto fine alla questione, il contributo di solidarietà, sempre del 3%, è stato imposto per i redditi superiori ai 300.000 euro.

ADEGUAMENTO DELLE PENSIONI DELLE DONNE DEL SETTORE PRIVATO DAL 2014

L’ultimo provvedimento stabilito dal maxi-emendamento di ieri, è stato mal visto poiché di carattere non strutturale (così come i primi due che arginano ma non risolvono il problema).
Consiste nell’adeguamento dell’età pensionabile, delle donne del settore privato, a 65 anni, così come già previsto, a partire da gennaio 2012 per le donne del settore pubblico.

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