FRATTINI: Si “no fly zone”, ok usare basi italiane
Pubblicato da: PaoloMaria-Addabbo
CHE COS’E’ LA “NO FLY ZONE” E COSA PREVEDE IL TRATTATO ITALO-LIBICO
“No Fly Zone” è una parte di cielo in cui vige un divieto di volo. Questo divieto può essere limitato, in contesti militari, al solo transito di aerei civili. Oppure può essere istituito in casi di potenti calamità naturali, come accadde con la
nube di cenere vulcanica proveniente dall’Islanda che, l’anno scorso, creò gravi disagi al traffico aereo.
Per attuare questo divieto in un contesto come quello della
Libia bisognerebbe prima ricorrere a un’azione militare con il fine di neutralizzare armamenti e basi logistiche del “colonnello” Gheddafi, con bombardamenti: “no-fly zone” è quasi un eufemismo giornalistico che indica
un’azione di guerra. Dopo aver distrutto le basi nemiche si procederebbe a far sorvolare e sorvegliare la zona.
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Obama limitazione uso armi nucleari
Pubblicato da: Alessandro Bombardieri
Quella che sta per iniziare in Usa è una piccola rivoluzione, ancora una volta portata avanti da Barack Obama.
Come anticipato al New York Times, nel corso di un’intervista tenuta nello studio Ovale della Casa Bianca, gli Stati Uniti nei prossimi 5-10 anni si impegneranno a limitare l’uso di armi atomiche.
Come detto da Obama stesso, la nazione manterrà tutti gli strumenti necessari per garantire che il popolo americano sia salvo e sicuro.
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Petrolio iracheno alle compagnie straniere
Pubblicato da: Francesco Di Cataldo
E’ di oggi la notizia che conferma alcune suppozioni insorte da molti sulla motivazione che ha portato gli Stati Uniti e gli stati alleati ad invadere l’Iraq e far cadere la dittatura del sunnita Saddam Hussein.
Il 29 e 30 Giugno infatti il governo iracheno concederà le licenze alle compagnie petrolifere estere per lo sfruttamento dei giacimenti per i prossimi 20 anni.
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Primo convoglio di aiuti per il Congo
Pubblicato da: Stefania Russo
Un convoglio delle
Nazioni Unite è arrivato nel territorio della
Repubblica Democratica del Congo per portare aiuti ad alcune delle 250.000 persone vittime dei combattimenti.
Si tratta del primo aiuto per le persone che si trovano nei territori controllati dalle forze ribelli di Laurent Nkunda.
L’esercito di Nkunda la settimana scorsa ha instradato i militari congolesi nella zona attorno a Goma, capitale delle restie province settentrionali del Kivu.
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