Forbice inflazione stipendi sempre più ampia

di Vito Verna Commenta

L'inflazione, al contrario degli stipendi, continua a crescere e ciò sta causando uno scollamento tra costo della vita e retribuzione che, oggi, appaiono non essere più adeguate al sostentamento economico della maggior parte delle famiglie italiane.

Notizie di codesto tenore, purtroppo, se ne ascoltano fin troppe e si susseguono, senza soluzione di continuità, pressoché quotidianamente.

Ciò che ci induce, dunque, a pubblicare un articolo sull’argomento, sicuramente analizzato da moltissimi giornali nazionali e locali, sta nello spessore specifico di questa notizia.

RECESSIONE DELL’ITALIA DAL 2012

È quanto mai allarmante, a nostro avviso, che in una congiuntura storico-economica quale quella che l’Italia e l’Europa stanno attualmente attraversando, gli stipendi, da un anno a questa parte, abbiano subito una variazione positiva solamente dell’1,8%.

Ciò è da attribuirsi, secondo gli esperti dell’ISTAT che hanno condotto l’indagine della quale ci stiamo interessando, al mancato rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

POVERTÀ DILAGANTE IN ITALIA

Più della metà dei suddetti, infatti, non hanno subito l’adeguamento all’inflazione poiché, secondo i dati ISTAT, risultano scaduti da almeno 22 mesi e, per lo meno nel breve periodo, questa disagevole situazione, a causa dei pressanti problemi economici italiani, preponderanti nei confronti delle questioni sociali, non troverà una valida sistemazione.

La conseguenza più immediata di questa anomala condizione, come si potrebbe facilmente intuire, è lo scollamento dall’inflazione che, inarrestabile dopo l’apparente ripresa economica seguita alla crisi dei mutui subprime del 2008 ed ulteriormente favorita dalle decisioni in merito della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, ha continuato a crescere causando l’allargamento della forbice inflazione stipendi che, da sempre, è uno dei migliori indicatori della condizione di salute del paese.

5 MILIONI DI DISOCCUPATI IN ITALIA

La differenza, negativa, tra stipendi ed inflazione, dunque, è arrivata, a ottobre 2011, all’1,7% conquistando il primato della percentuale più alta mai raggiunta dal suddetto indicatore.

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