Il futuro mercato del lavoro secondo Elsa Fornero

di Vito Verna Commenta

Ecco come cambierà il mercato del lavoro italiano a partire dall'approvazione della riforma Fornero.

Entro mercoledì 1 febbraio 2012, massimo giovedì 2 febbraio 2012, Elsa Fornero, attuale responsabile del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, incontrerà le parti sociali per la definizione del futuro del mercato del lavoro che, stando alle indiscrezione trapelanti alla vigilia dell’importantissimo summit, dovrebbe basarsi e fondarsi sulla ridefinizione di alcuni dei più importanti pilastri del diritto al lavoro ed al sostegno sociale in caso di licenziamento, inoccupazione, disoccupazione e sottoccupazione: forme contrattuali e flessibilità

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

FORME CONTRATTUALI

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, a tal proposito, avrebbe promesso che, sin dal 2012, non esisteranno più le attuali 46 forme contrattuali. Piuttosto, però, che un taglio netto ai numerosi contratti oggi esistenti, il Governo Monti procederà, congiuntamente ad un loro sfoltimento, ad un loro accurato aggiornamento che, sostanzialmente, li integri e li migliori.

Le uniche certezze, allo stadio attuale dei lavori, sono:

– l’eliminazione dei contratti di tipo interinale

– il rafforzamento dei contratti a progetto e dei contratti part-time

– l’assunzione del contratto di apprendistato, di durata almeno triennale, quale contratto (pressoché universale) di inserimento nel mondo del lavoro.

FLESSIBILITÀ

Pur non volendo ledere in alcun modo possibile il rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini italiani, così come l’obbligo di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato, il governo italiano intenderebbe mettere in discussione, in modi che ancora non ci sono e non ci possono essere chiari, l‘Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori così da garantire una flessibilità, sia in entrata che in uscita, che sia differente e migliore rispetto a quella attuale.

RIFORMA DEL LAVORO SFATA IL MITO DELL’ARTICOLO 18

L’assioma di partenza è quello che, stante la situazione di difficoltà economico-finanziaria attualmente vissuta da moltissime aziende italiane, non potranno più esistere posti di lavoro intoccabili in considerazione di un principio giuridico e morale, come lo è l’art. 18, ormai da ritenersi vecchio e superato dalla realtà dei fatti.

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