La riforma del lavoro e le figure professionali del futuro

di Vito Verna Commenta

In ultima posizione, infine e come ci si potrebbe legittimante attendere, tutti coloro i quali, nel corso della propria vita, non siano riusci a conquistare alcun titolo di studio ne alcuna qualifica prettamente professionale.

La riforma del lavoro e le figure professionali del futuro

Si può star certi che sia la riforma del mercato del lavoro che l’attuale crisi economica e finanziaria contribuiranno a modificare, radicalmente e, forse, definitivamente, le prerogative delle aziende italiane che, sicuramente, cominceranno, già durante questi ultimi mesi del 2012, ad assumere poco personale altamente qualificato.

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Sempre maggior importanza, e dunque maggiori chance di venir assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato acquisiranno tutti i candidati che possano dimostrare di avere al proprio attivo il conseguimento di almeno di una laurea triennale.

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A seguire, naturalmente, i candidati almeno diplomati piuttosto che quelli in possesso di una qualifica professionale quale che essa sia.

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In ultima posizione, infine e come ci si potrebbe legittimante attendere, tutti coloro i quali, nel corso della propria vita, non siano riusci a conquistare alcun titolo di studio ne alcuna qualifica prettamente professionale.

Sarebbe stato ormai appurato che nel 2012, anno durante il quale sia la riforma del mercato del lavoro che l’attuale crisi economica e finanziaria acquisiranno un certo peso nelle decisioni dei dirigenti aziendali, il personale laureato aumenterà a tutto scapito di quel personale precedentemente assunto senz’alcuna competenza particolare o specifica.

Il numero di diplomati assunti regolarmente, invece, dovrebbe riuscire a mantenersi intatto.

Per quanto riguarderebbe, invece, le specifiche figure professionali maggiormente richieste in questa fase conclusiva del 2012 si può certamente affermare che le maggiori chance di venir immediatamente assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato se le giocheranno gli economisti, gli ingegneri ed il personale medico e sanitario per quanto riguarderebbe i laureati ed i ragionieri, i periti meccanici ed il personale alberghiero per quanto, invece, riguarderebbe i diplomati.

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