Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

di Vito Verna Commenta

Un'interessantissima indagine recentemente condotta dall'Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano avrebbe lasciato chiaramente emergere come la digitalizzazione italiana soffra di gravissime carenze e di strutturali lacune che ne renderebbe letteralmente impossibile qualsiasi forma di fruizione.

Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

Siete soddisfatti del livello di digitalizzazione offertovi dal vostro Comune, per esempio, per pagare le multe online piuttosto che per ottenere un qualsiasi certificato?

Molto probabilmente, purtroppo, non lo siete minimamente.

DETTAGLI DECRETO SEMPLIFICAZIONI 2012

n’interessantissima indagine recentemente condotta dall’Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, capace di analizzare, incrociandoli, i dati ed i risultati provenienti da oltre 200 Pubbliche Amministrazioni locali sparse lungo tutto il territorio italiano, avrebbe lasciato chiaramente emergere come la digitalizzazione italiana soffra di gravissime carenze e di strutturali lacune che ne renderebbe letteralmente impossibile qualsiasi forma di fruizione tanto che, come ricordato dagli esperti dell’istituto universitario di ricerca milanese, solamente il 7% degli italiani avrebbe dichiarato di aver frequentemente utilizzato i servizi online offerti dalla Pubblica Amministrazione.

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Colpa dell’eterogeneità dei canali offerti ma anche, e soprattutto, della loro scarsissima gestione nonché della loro inconsistente qualità sia dal punto di vista funzionale che estetico.

10.000 DIPENDENTI STATALI IN MOBILITA’

I servizi online offerti dalla Pubblica Amministrazione, insomma, sarebbero confusionari, poiché richiederebbero un’altissimo livello di apprendimento per risolverne l’inutile e dispendiosa complessità (molti gli utenti che avrebbero dichiarato di preferire la coda agli sportelli piuttosto che l’attesa di fronte al notebook), mal gestiti dall’ente locale, che raramente li aggiornerebbe con le ultime novità o con le ultime funzionalità, sostanzialmente poco utili, poiché incapaci di garantire all’utente la risoluzione della propria problematica, nonché decisamente bruttini esteticamente.

Inoltre, come se tutto questo non bastasse, sarebbero altresì poco diffusi tra la popolazione italiana che, solamente nel 21% dei casi, avrebbe dichiarato non solo la propria conoscenza dei succitati servigi bensì anche la propria disponibilità al loro utilizzo nel caso in vengano implementati con nuove caratteristiche che li rendano maggiormente e più facilmente fruibili.

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