Gli sprechi dei consiglieri di amministrazione della RAI

di Vito Verna Commenta

Gli sprechi della televisione pubblica, perpetrati grazie al pagamento del canone RAI, stanno diventando sempre maggiormente eclatanti.

Quasi 130.000 euro lordi di retribuzione annua, tra stipendio percepito in quanto consigliere di amministrazione della Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A. ed extra bonus incassato in quanto membro di uno specifico comitato editoriale interno al CdA della televisione pubblica più importante d’Italia, dovrebbero essere sembrati di gran lunga insufficienti a Gugliemo Rositani se fosse vero, come in effetti lo sarebbe, che il dirigente RAI avrebbe speso, per scopi prettamente personali, quasi 4.000 dei 10.000 euro messi a disposizione dall’Azienda per le spese di rappresentanza.

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A tanto ammonterebbe, stando alle dichiarazioni in questi ultimi giorni rilasciate dal quotidiano nazionale La Repubblica, lo spreco perpetrato da Rositani ai danni delle casse dello Stato che, grazie ai soldi pubblicamente messi a disposizione del consigliere dalla RAI (messi a disposizione, lo ricordiamo, per ben altri scopi), si sarebbe letteralmente dato alla pazza gioia spendendo, per esempio, oltre 400 euro i un unico ristorante, oltre 1000 euro tra gioiellerie e profumerie e quasi 500 euro tra articoli sportivi e biancheria per la casa.

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Il consigliere, i cui sprechi sarebbero venuti alla luce grazie ad una lettera anonima, giunta presso la redazione de La Repubblica negli scorsi giorni, contente le fotocopie delle ricevute della carta di credito comprovante i lussuosi acquisti di Guglielmo Rositani, non avrebbe ancora dato una chiara spiegazione del perché le somme monetarie dedicate alle spese di rappresentanza sarebbero state usate per spese prettamente personali.

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Ancor più sconcertante, però, apparirebbe il fatto che la dirigenza RAI quella spiegazione, nonostante sia stata già da tempo informata dei fatti oggi alla nostra attenzione, non l’avrebbe ancora richiesta.

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