Il pranzo scontato dei Senatori

di Vito Verna Commenta

I senatori italiani pagherebbero solamente 20 euro a pranzo grazie ad una convenzione stipulata con un ristorante di Piazza del Collegio Romano.

I soldi non li deve buttare via nessuno“. Con questa frase, giustificabile ma francamente maggiormente attribuibile ad un disagiato esponente della classe operaia, il senatore Valerio Carrara, attualmente in forze al gruppo parlamentare Coesione Nazionale dopo un passato poco felice in seno al Popolo delle Libertà ed all’Italia dei Valori, giustifica la propria apprezzatissima iniziativa: l’aver trovato, mediante quella che potremmo definire quale una vera e propria asta al ribasso, un ristorante economico per tutti i senatori che, già pesantemente vessati dalle numerose spese costretti quotidianamente a sostenere nella Capitale, si sono visti ulteriormente messi in difficoltà dall’aumento dei prezzi praticato dal ristorante di Palazzo Madama.

LA SEDICESIMA DEI DIPENDENTI DEL SENATO

Il tono è ironico ma, francamente, nasconde l’amarezza che percepiamo nei cittadini italiani, nei lettori di questo e di altri blog e negli utenti dei social network che, sensibilmente alterati, dichiarano il proprio sentirsi letteralmente sbeffeggiati, soprattutto in seguito all’aver preso consapevolezza di tutti i rincari del 2012 dovuti alla manovra salva-Italia, nell’aver appreso come i nostri onorevoli senatori, pur di non dover pagare 50 euro per il proprio pranzo poiché, come ricordato, “i soldi non li deve buttare via nessuno. Qui a Roma abbiamo già certe spese anche quando l’indennità è alta”, abbiano indetto una gara tra i ristoranti della zona alla ricerca del più economico, individuato poi nella Trattoria Sapore di Mare, che, per la modica cifra di 20 euro e dietro presentazione del tesserino, riuscisse ad offrire un pranzo che definire luculliano, in tempi di crisi quali quelli attuali, è veramente dir poco.

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