Lo stipendio dei portaborse

di Vito Verna Commenta

I privilegi dei parlamentari sono così vasti da costringere i portaborse a percepire una retribuzione al di sotto di quanto legittimamente auspicabile.

Torniamo oggi a parlare dei privilegi e degli sprechi all’italiana denunciando lo stato di degrado cui sarebbero quotidianamente sottoposti i portaborse a causa del controverso, per nulla tutelato, rapporto lavorativo con il proprio parlamentare di riferimento.

I collaboratori parlamentari, questo il nome tecnico dei portaborse, sarebbero letteralmente sfruttati nonché, naturalmente, sottopagati, quando non addirittura retribuiti in nero, dal proprio datore di lavoro che, come dimostrato dalle vicende SpiderTruman e Celestina, usufruirebbe dei propri collaborati a proprio piacimento.

TAGLIO INDENNITA’ PARLAMENTARI

Il primo, come forse qualcuno ricorderà, stanco dei soprusi subiti a causa del proprio inesistente contratto di lavoro, avrebbe deciso, durante l’estate 2011, di vuotare il sacco, raccontando grazie ai potenti strumenti messi a disposizione del web 2.0, quali social network, blog e simili, gli ingiusti privilegi della casta dei parlamentari.

GLI STIPENDI D’ORO DEI MANAGER ITALIANI

La seconda, conosciuta semplicemente con il nome di battesimo, vinse nel 2009 una causa, del valore di oltre 10.000 euro, contra la parlamentare del Popolo delle Libertà Gabriella Carlucci, ritenuta colpevole di aver sempre sottopagato, oltretutto in nero, la propria collaboratrice.

LA CASTA DEI BUROCRATI ITALIANI

Purtroppo, però, questi casi così eclatanti, poiché emersi con violenza e balzati agli onori della cronaca nazionale in brevissimo tempo, non sarebbero pienamente rappresentativi della realtà dei fatti giacché, grazie ai racconti anonimi dei portaborse più temerari, si è venuti a conoscenza del fatto che, nonostante ogni parlamentare disponga, per legge, di oltre 3.500 euro per l’assunzione di uno o più portaborse, lo stipendio dei collaboratori, reclutati, in realtà, per redigere le partecipazioni di matrimonio del parlamentare piuttosto che per recarsi al supermercato su ordine della moglie o dei familiari del politico, sarebbe compreso tra i 500 ed i 1.000 euro mensili.

 

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