Sprechi del Vaticano e destinazione 8xmille

di Vito Verna Commenta

Gli sprechi che il Vaticano perpetra ai danni dello Stato italiano

Ognuno di noi, ogni anno, è costretto a compilare la propria dichiarazione dei redditi. Congiuntamente potrebbe, qualora lo desiderasse, destinare l’8xmille del proprio IRPEF ad una delle 6 confessioni religiose previste dall’ordinamento italiano e tra le quali figura, naturalmente, la Chiesa Cattolica.

Il contribuente, però, potrebbe altresì decidere di non devolvere assolutamente nulla oppure ancora di devolvere direttamente allo Stato italiano per la realizzazione di opere culturali o sociali di varia natura ed entità.

SPRECHI DEL MINISTERO DELLA DIFESA

Ad ognuna di queste sette entità, dunque, spetterebbe solamente, come ci si attenderebbe, una percentuale dell’intero IRPEF calcolata, naturalmente, sulle preferenze espresse dai contribuenti.

Alla Chiesa Cattolica, dunque, spetterebbe, secondo le ultime statistiche in merito, l’8xmille proveniente da circa il 35% dei contribuenti.

SPRECHI DEL GOVERNO ITALIANO PER I VOLI DI STATO

Peccato, però, che la revisione del Concordato Stato Chiesa, avvenuta per mano dell’allora segretario particolare di Karol Wojtila Agostino Casaroli, abbia stabilito come l’8xmille non destinato a nessuno, ovverosia l’8xmille di quei contribuenti che hanno deciso di non corrisponderlo ad alcun ente in particolare, venga comunque redistribuito alle 7 entità di cui sopra secondo una proporzione basata sulle percentuali di quanti, invece, una preferenza l’ha espressa.

Alla Chiesa Cattolica, dunque, spetterebbe, secondo le ultime statistiche in merito, l’8xmille proveniente da circa l’80% dei contribuenti che, tradotto in soldoni, equivale a più o meno 1 miliardo di euro.

SPRECHI DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

Soldi che, a tutti gli effetti, potremmo definire quale sottratti, con l’inganno, a tanti onesti lavoratori italiani che, le proprie tasse, avrebbero voluto che rimanessero tali.

Nessuno, comunque ed al di là dei mugugni, si sognerebbe mai di negare alla Chiesa Cattolica la propria fonte di sostentamento giacché, solo su questa e sulle offerte dei fedeli, i parroci delle nostre comunità possono contare per la propria sopravvivenza terrena.

SPRECHI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Eppure, basandoci sugli ultimi dati ufficiali rilasciati dalla Chiesa Cattolica, risalenti addirittura al 1989, per il sostentamento dei parroci italiani servirebbero, solamente, circa 369 milioni di euro.

Non si capisce dunque, e la Chiesa Cattolica, in questo senso, si nasconde dietro il segreto di Stato, a cosa servano i restanti milioni di euro corrisposti, annualmente, dagli onesti italiani agli abitanti del Vaticano, giacché nessuna voce di spesa, neppure quella per il sostentamento delle vittime delle più terribili catastrofi naturali o umane della storia (si pensi, a titolo d’esempio, che nel 2005 il Vaticano spese circa 9 milioni di euro di campagna pubblicitaria e soli 3 milioni per la tragedia dello tsunami), potrebbe giustificare un tale impegno da parte dello Stato italiano.

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