L’Ue autorizza più flessibilità per l’Italia

Buone notizie per quanto riguarda il presidente del Consiglio Enrico Letta, il nostro governo di unità nazionale e, in senso lato, per quanto riguarda il nostro Paese. Si tratta di buone notizie che provengono dall’Unione Europea, precisamente da una comunicazione della Commissione Europea e che riguardano la nostra politica economica a breve e a medio termine essendo quella della Commissione Europea una vera e propria autorizzazione a procedere in un modo più permissivo che si potrebbe rivelare assai utile alla situazione economica del nostro Paese che al momento rimane sempre preoccupante.

I vincoli economici comunitari

Nella settimana che si sta concludendo, la scena politica all’interno del nostro Paese è stata senza dubbio dominata da una lunga serie di avvenimenti abbastanza eterogenei. Ma, qualora intendessimo sforzarci per trovare un unico comune denominatore potremmo ricercarlo nei rapporti sempre più stretti che vi sono tra l’organigramma politico ed economico del nostro Paese e l’Unione Europea. Significa, in altre parole, che i dettami dell’Unione Europea e di quelli ad essa legati come ad esempio le linee guida della Banca Centrale Europea, si portano dietro un’influenza sempre maggiore all’interno della nostra agenda politica.

Il vertice Letta – Barroso

La terza ed ultima tappa del velocissimo tour europeo del neo presidente del Consiglio del nostro Paese Enrico Letta è stata Bruxelles. Letta, negli ultimi tre giorni, subito dopo aver incassato la fiducia in entrambi i rami del Parlamento ha incontrato, nell’ordine, la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino (leggi: Il vertice Letta – Merkel), il leader socialista Francois Hollande a Parigi (leggi: Il vertice Letta – Hollande) e, in ultimo, il capo dell’esecutivo Barroso a Bruxelles presso la sede della Commissione Europea. Si è trattato di un tour rapido e incisivo in cui gettare le basi per una solida collaborazione in sede comunitaria.

Il salvataggio di Cipro

Una soluzione formale per la crisi di Cipro c’è. Nella tarda serata di ieri è stato raggiunto un accordo per sbloccare una prima ondata di aiuti e per cercare di evitare il fallimento dell’isola. Un fallimento che sarebbe stato sinonimo di bancarotta per l’intero Stato e avrebbe rappresentato un precedente degno di nota: Cipro sarebbe stato il primo Stato ad uscire dall’euro. Si tratta di un accordo sanguinoso per la condizione delle finanze dell’isola e per moltissimi risparmiatori privati di Cipro, ma, a quanto pare, si è trattato comunque della soluzione meno dolorosa.

Bruxelles: bene la crescita italiana

 

L’Italia è tra i Paesi più virtuosi all’interno dell’Unione Europea. La definizione arriva in via ufficiale direttamente da Olli Rehn, commissario per gli Affari economici e monetari, e riguarda solo qualche aspetto della caratterizzazione economica dell’Italia in seno all’Unione Europea. Ma non per questo deve passare in secondo piano perché, nei fatti, testimonia due elementi: la validità della ricetta Monti – secondo Bruxelles – e la rinnovata fiducia nei nostri confronti da parte degli investitori internazionali.

Bruxelles contro Berlusconi

Di nuovo da Bruxelles piovono accuse sul capo di Silvio Berlusconi. Non è la prima volta che gli organi comunitari intervengono apertamente nella politica italiana (leggi anche: Bruxelles contro l’Imu), e non è la prima volta che il bersaglio è il cavaliere. Questa volta le accuse riguardano la politica economica del precedente governo Pdl colpevole, secondo Bruxelles, di essere venuto meno agli impegni presi e di aver, di fatto, innescato la crisi in Italia e la salita dello spread.

Europa: la contraffazione è una piaga per l’Italia

 Siamo ormai in pieno periodo shopping natazio e arriva dall’Europa il monito sui pericoli della contraffazione che non nuociono solo l’economia nazionale ma la stessa oportunità di impresa di creare posti di lavoro. Sul mercato del falso a livello mondiale ci sono beni per un valore di 600 miliardi, con l’Italia che per colpa dei prodotti contraffatti perde ben 13,7  miliardi di euro e allo stesso tempo ben 110mila posti di lavoro.

Cosa sono gli Eurobond?

Gli italiani hanno imparato a familiarizzare con termini che fino a poco tempo fa erano di uso comune solo negli ambienti della finanza, per esempio, quanti italiani conoscevano prima dell’estate anche solo il significato dello “spread” dei titoli di stato? Oggi non c’è italiano che sappia a quanto ha chiuso la borsa e a quanti punti è arrivato lo spread il giorno prima.

Controlli nucleari sulle centrali europee

Anche oggi si continua a parlare di nucleare perchè, anche se ormai sono passati quattro mesi dal disastro di Fukushima, diversi stati al mondo stanno cercando delle soluzioni alternative all’energia nucleare.
In particolar modo la Commissione Europea ha avviato all’inizio di giugno i controlli per valutare la sicurezza degli impianti nucleari che si trovano all’interno dell’Unione Europea.

Summit tra Berlusconi, Tremonti e Bossi nella notte

Ormai la Destra non sa più che cosa fare per risollevarsi dalla cocente sconfitta delle recenti elezioni amministrative e così i vertici tra i vari partiti che la compongono sono all’ordine del giorno.
E così dopo il vertice che si è tenuto lunedì scorso ad Arcore, Tremonti, Berlusconi e Bossi si sono incontrati una seconda volta nella notte di ieri per un summit a sorpresa che è durato tre ore circa.
In queste tre ore si è parlato di un possibile taglio delle tasse, o meglio, un modo per dare un nuovo impulso all’economia che è ancora in crisi, soprattutto dopo che la Commissione Europea martedì ha espresso delle accorate raccomandazioni affinchè l’Italia, in vista della legge finanziaria del 2012, vari nuovi interventi strutturali per poter entrare nei margini stabiliti entro ottobre.

L’Europa rivede il trattato di Schengen

La Commissione Europea questa mattina si è riunita in seduta collegiale per discutere e decidere se attuare delle variazioni nel trattato di Schengen, riguardanti soprattutto la circolazione delle persone all’interno delle frontiere, a fronte dell’emergenza immigrati e delle polemiche tra l’Italia e la Francia di queste ultime settimane.
Il problema principale da discutere infatti è un rafforzamento dei meccanismi di distribuzione dei migranti all’interno degli stati europei che non si basi principalmente sulla solidarietà.

Sarkozy non molla sulla questione Rom

Prosegue il dibattito tra Francia e Commissione Europea sulla questione dell’espulsione dei Rom, attuata dal governo Sarkozy, e appoggiata in pieno anche dal premier Silvio Berlusconi.

Al vertice Ue a Bruxelles ci sarebbe stato un duro scontro verbale tra Nicolas Sarkozy ed il presidente dell’esecutivo europeo Josè Manuel Barroso. Tuttavia il presidente francese ha smentito l’accaduto, dichiarando come non ci sia stato nessuno scambio eccessivo o violento tra le due parti.

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