Fitto condannato per corruzione

Raffaele Fitto, ex ministro per gli Affari regionali dell’ultimo governo Berlusconi e ex presidente della regione Puglia è stato condannato in primo grado per corruzione a 4 quattro anni di reclusione. Ad incastrare l’ex governatore pugliese è una presunta tangente di 500000 euro per un appalto da 198 milioni. Tra gli altri reati a lui ascritti a parte la corruzione ci sono anche illecito finanziamento ai partiti e un episodio di abuso d’ufficio, mentre viene assolto dall’accusa di peculato e da un’ulteriore contestazione di abuso d’ufficio.

Per la Transparency International in Italia aumenta la corruzione

Nella classifica redatta ogni anno dalla Transparency International, un’associazione che monitora i livelli di corruzione di ben 174 paesi nel mondo, l’Italia risulta ancora molto lontana in classifica scivolando dal 69° posto al 72° superata da Ghana, Romania e Brasile. Tra i paesi membri dell’Unione Europea è quasi maglia nera per il nostro paese che si piazza terzultimo riuscendo a fare meglio solo di Bulgaria e Grecia (che perde addirittura 14 posti). Di sicuro ad influire su questo risultato negativo avrà concorso anche la risonanza mediatica negativa che ha visto l’Italia in prima pagina per i propri scandali politici di quest’anno.

Votata la fiducia sull’articolo 10 del ddl Corruzione

L’incandidabilità dei condannati in via definitiva che, stando a quanto contenuto nell’articolo 10 del ddl Corruzione, non potranno più venir candidati, ne, di conseguenza, tanto meno eletti, alla carica di: “membro del Parlamento europeo, di deputato e di senatore della Repubblica, di presidente e di componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, di presidente e di componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, di consigliere di amministrazione e di presidente delle aziende speciali” nonché, naturalmente, di membro dei consigli e delle giunte comunali, provinciali e regionali, sarebbe ormai destinata a divenire definitivamente realtà.

Voto di fiducia ddl corruzione alla Camera dei Deputati

L’odierna giornata politica rischia di venir infiammata, una volta di più, dalla delicatissima questione del ddl corruzione che, sin dal proprio insediamento, starebbe causando no pochi problemi al Governo Monti che, purtroppo, avrebbe sullo scottante argomento sempre dovuto confrontarsi con quei poteri forti che, stando alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, avrebbero ormai da tempo smesso di sostenerlo.

La corruzione blocca gli investimenti stranieri in Italia

Con la sola esclusione di alcuni specifici argomenti di interesse veramente nazionale (quali, per esempio, la delicata questione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori piuttosto che il terremoto economico-finanziario che, a poco a poco, starebbe investendo, causando la probabile scomparsa, un parte importante del centrodestra italiano) l’opinione pubblica tutta, nazionale ed internazionale, sarebbe concentratissima sulla scandalosa corruzione che, anche e soprattutto all’estero, sarebbe ormai percepita quale elemento caratteristico e distintivo della Repubblica Italiana.

La necessità del rinnovamento della Politica

La politica italiana, come dimostrato dagli scandali che, recentemente, avrebbero coinvolto Luigi Lusi e Francesco Belsito facendo risorgere i sospetti, in realtà mai sopiti, che il finanziamento pubblico ai partiti, mascherato da semplice rimborso elettorale, non abbia mai cessato d’esistere, si troverebbe ad un bivio storico di decisiva importanza.

La corruzione italiana vista dall’Europa

Le scabrose vicende della Margherita prima e della Lega Nord poi, avvenimenti scottanti per la reputazione italiana nel mondo aggravati, oltretutto, sia dall’utilizzo illecito dei rimborsi elettorali sia dall’incapacità tutta italiana, nonostante i numerosi provvedimenti ed accordi anti-corruzione firmati in ambito europeo, ma non ancora ratificati, dal nostro Paese, di porre un freno, se non un vero e proprio stop, al meccanismo, quanto mai perverso, del finanziamento pubblico ai partiti, avrebbero fatto (fortunatamente) riemergere tutta l’indignazione italiana nei confronti di un gravissimo problema, quello dell’utilizzo onesto nonché appropriato dei fondi pubblici messi a disposizione da tutti i cittadini del Bel Paese, mai veramente sopito ne, purtroppo, mai veramente affrontato dai politici che, in particolar modo, negli ultimi 20 anni (periodo grosso modo equivalente a quell’entità istituzionale che, in passato, sarebbe stata definita, forse erroneamente, Seconda Repubblica) avrebbero presidiato, col nostro consenso, il Parlamento.

Corruzione in Italia

L’Italia ha sempre sofferto, come molti ben sapranno, di una patologica nonché storicamente radicata debolezza delle proprie istituzioni, incapaci di affrontare, in maniera risolutiva, il gravissimo problema dell’evasione fiscale nonché di non saper rinunciare alla corruzione dei propri uomini e dei propri mezzi.

Oggi, questo cronico difetto tutto italiano, è universalmente noto, certificato dal Corruption Perception Index 2011.

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