Nuova imposta di scopo dei comuni italiani

di Gianni Puglisi Commenta

In virtù di questa modifica ogni singolo comune acquisisce la facoltà di imporre liberamente questa tassa ogni qual volta il Consiglio Comunale lo ritenga necessario.

Il 2012, abbiamo già avuto numerosissime occasioni per ribadirlo, sarà, con ogni probabilità, uno dei peggiori anni tra tutti quelli che sarebbero stati caratterizzati dalla crisi economica dovuta, in origine, al collasso finanziario del colosso bancario Lehman Brothers.

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In particolar modo, purtroppo, ciò sarà vero per quanti avrebbero in passato deciso di possedere una o più abitazioni poiché, dopo l’introduzione dell’Imposta Municipale Unica e la riduzione delle possibili detrazioni (che avranno valore, in modo esclusivo, solamente sul singolo nucleo familiare ed in riferimento alla singola abitazione principale rendendo di fatto impossibile godere delle detrazioni sulle seconde case eventualmente intestate a figli o parenti), il Parlamento, che in questi giorni starebbe analizzando il decreto fiscale stilato dal Governo Monti, avrebbe deciso, a dire il vero decisamente a sorpresa, di alleggerire la normativa in merito all’applicazione della cosiddetta imposta di scopo (introdotta, come certamente saprete, con la legge finanziaria del 2007).

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In virtù di questa modifica, come reso noto in mattinata dai principali quotidiani nazionali e locali, ogni singolo comune, senza l’approvazione nazionale di uno specifico regolamento (pratica sino ad oggi necessaria, nonché fondamentale, all’istituzione della succitata imposta) acquisisce la facoltà di imporre liberamente questa tassa ogni qual volta il Consiglio Comunale lo ritenga necessario.

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La liberalizzazione, se così vogliamo definirla, della su indicata normativa consentirà di abbreviare i tempi di istituzione dell’imposta di scopo (utile alla copertura del 30% delle spese sostenute per la realizzazione di strade, parcheggi, biblioteche, musei e simili) che, ne siamo sicuri, moltissimi comuni si affretteranno, senza indugi, ad introdurre a scapito di tutti i cittadini.