Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti dal 2017

di Redazione Commenta

L'annuncio dell'approvazione del DDL che prevede l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è arrivato direttamente tramite un tweet di Letta.

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L’Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

L’annuncio dell’approvazione del DDL che prevede l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è arrivato direttamente tramite twitter con un tweet del Presidente del Consiglio Letta. Il consiglio dei ministri ha approvato questa decreto legge che sarà in vigore dal prossimo anno e sarà graduale fino ad arrivare nel 2017 alla totale abolizione del finanziamento pubblico che non scompare del tutto essondoci la possibilità di donare il 2 per mille ai partiti sul 730 da parte dei cittadini. Sono conteplati nel ddl solo i partiti con statuto, che perderanno il finanziamento pubblico ma che potratto usufruire di sgravi fiscali su ogni tipo di spesa connessa alla loro organizzazione sul territorio e la concessione gratuita di spazi e servizi per la loro attività.

L’abrogazione del finanziamento sarà graduale

L’attuale contributo pubblico sarà ridotto del 60% il primo anno per poi scemare al 50% per il secondo poi al terzo sarà del 40% fino a giungere alla totale abolizione nel 2017. In questo anno gli unici canali di finanziamento dei partiti saranno le offerte volontarie dei sostenitori con detrazioni che vanno dal 52% per importi fra i 50 e 5000 euro e del 26% per tutti gli altri importi fino ad un massimo di 2omila euro e poi c’è la possibilità di ricevere la destinazione volontaria del 2 per mille.

Per Grillo una legge-truffa

I cinquestelle per nulla entusiasti di questo ddl nonostante comunque sia in linea con una delle loro proposte che era proprio l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Per Grillo questo decreto è una legge-truffa perché non elimina del tutto il fatto che a finanziare i politici siano i soldi dei cittadini sopratutto per la possibilità del  2 per mille e poi c’è anche l’intoppo burocratico del riconoscere solo i partiti con statuto cosa che lascerebbe fuori da ogni agevolazione il movimento cinque stelle.