Grillo contro Floris, Gabanelli e Rodotà

di Ranieri Commenta

Sono settimane movimentate, più del solito, per quanto riguarda Beppe Grillo e il Movimento a Cinque Stelle. Questa volta, però, non si tratta di una qualche campagna pro o contro un determinato privilegio o iniziativa simile, ma si tratta, a quanto pare, di una reazione al risultato elettorale della tornata di comunali e delle scorie che più o meno da tutti i Comuni che sono andati al voto in giro per il  nostro Paese hanno investito la sede centrale e l’organigramma tutto del Movimento a Cinque Stelle.

Le ripercussioni delle Comunali

Senza dubbio tutte le polemiche derivanti dai risultati elettorali di settimana scorsa hanno lasciato il segno in seno al M5S. Se da un lato Grillo, pochi giorni fa, direttamente dal sui sito ha lanciato una serie di numeri a proprio favore che testimonierebbero la continua perdita di consenso da parte dei partiti tradizionali a favore del suo Movimento (leggi: Il commento di Grillo alle Comunali), dall’altro lato è assolutamente incontrovertibile che secondo la larga maggioranza dei commentatori sia proprio lui il grande sconfitto delle elezioni comunali non avendo portato a casa nessun risultato soddisfacente in nessun grande Comune (leggi: Comunali, la sconfitta del M5S). E non è un caso che la location delle più recenti esternazioni del leader del Movimento a Cinque Stella è la Sicilia, più precisamente il comune di Mascalcia in provincia di Catania.

Le accuse di Grillo

L’arringa di ieri ha avuto toni se vogliamo ancora più accesi del solito per l’ex comico che ha dichiarato di non avercela con nessuno ma di non dimenticare mai nulla col tono di una velata minaccia. I destinatari, poi, non occorre cercare di individuarli tra le righe perché Grillo non si di certo tirato indietro facendo i nomi dei bersagli dei propri strali: prima Floris, poi la Rai in generale, ma anche Stefano Rodotà e Milena Gabanelli (non attaccati in modo frontale come gli altri) che qualche settimana fa erano stati due candidati di Grillo addirittura al Quirinale.

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