Napolitano sulla disoccupazione giovanile

di Ranieri Commenta

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fresco da qualche settimana di nuovo mandato, ha come sempre a cuore le questioni più vicine alla popolazione del nostro Paese. E, ovviamente, in maniera quasi intuibile, il suo richiamo alle forze politiche in generale in questi giorni si è fatto chiaro e pressante per quanto riguarda la questione del lavoro e la lotta alla disoccupazione. Il presidente Napolitano ha infatti lanciato un appello generico ma non per questo privo di destinatari volto a richiamare l’attenzione in merito alla piaga sociale rappresentata dalla disoccupazione.

Il monito di Napolitano

Ma, come nostra abitudine ormai ben consolidata, procediamo con ordine e iniziamo a contestualizzare ciò di cui stiamo parlando. A conti fatti quando c’è un monito del presidente della Repubblica si fa implicitamente riferimento ad una qualche forma di conferenza stampa. Questa volta, invece, Napolitano ha scelto una via molto più informale che non per questo ha perso in efficacia vale a dire un’intervista rilasciata ad un telegiornale nazionale (nella fattispecie al Tg5, ndr). Il presidente della Repubblica ha individuato il lavoro come il problema principale del nostro Paese in questo dato momento storico ribadendo in primo luogo la centralità del lavoro all’interno del nostro Paese attraverso il richiamo più lineare e limpido che possa essere: il primo articolo della nostra Costituzione (leggi anche: La tassazione delle sigarette elettroniche).

La situazione internazionale

Dal richiamo alla Costituzione italiana, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ampliato il suo raggio d’azione sottolineando una volta ancora la portata internazionale del problema della disoccupazione giovanile che attanaglia al momento quasi tutti i cosiddetti Paesi ricchi. Le stime più recenti pubblicate dall’Economist, ad esempio, parlano di circa 26 milioni di giovani senza lavoro all’interno del cosiddetto Nord del Mondo. Così come anche l’Organizzazione internazionale del lavoro ha parlato recentemente di 75 milioni di giovani disoccupati nel mondo, una cifra paragonabile alla popolazione di un grande stato (leggi: Le stime dell’Ocse sull’economia italiana).

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