Il governo di unità nazionale del presidente del consiglio Enrico Letta si sta preparando in questi giorni al prossimo appuntamento europeo di indiscutibile rilevanza. Stiamo facendo riferimento, nella fattispecie, al prossimo vertice europeo in programma per il 27 di questo mese e in avvicinamento al quale il nostro presidente del Consiglio vuole arrivare preparato. E, in questo caso, la preparazione che Enrico Letta e la maggioranza vogliono approntare è una preparazione concreta sia nei toni che nella sostanza prova ne sia che è allo studio il cosiddetto decreto del fare.

Gli obiettivi per la crisi e per Bruxelles

Ma, come nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a contestualizzare le notizie inerenti al cosiddetto decreto del fare. Si tratta in pratica di un decreto che raccoglie al suo interno alcune delle priorità più scottanti nella vita del nostro Paese e nell’agenda del governo di unità nazionale. Chi ne ha parlato per primo è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini (del Partito Democratico) che lo ha annunciato ai cronisti che lo attendevano ieri sera fuori a Palazzo Chigi. Ed è stato lo stesso Franceschini a sottolineare le principali ragioni alla base del decreto del fare, vale a dire essere in linea con le richieste di Bruxelles e fronteggiare la crisi e tentare il rilancio (leggi anche: Il disegno di legge costituzionale).

Il contenuto

Abbiamo detto che il decreto del fare ha per oggetto le principali priorità del governo di unità nazionale per far ripartire l’economia all’interno del nostro Paese e quindi cerchiamo adesso di sintetizzarne gli snodi più significativi. Il decreto del fare del governo Letta agirà infatti: sulla semplificazione per gli appalti, nell’ambito del lavoro con i contratti agli under 35 con il credito d’imposta, sui fondi dell’Unione Europea richiedendo di sbloccare immediatamente circa 400 milioni di euro, sull’Iva con una revisione completa delle aliquote al fine di evitarne l’aumento, sull’Imu con una nuova fiscalità sulla casa entro la fine del mese di agosto, sulla Tares in seguito alla revisione dell’Imu stessa, in materia di ticket e di esenzioni con il sanitometro e con norme anti evasione fiscale più rigorose (leggi anche: La flessione dei consumi ad aprile).

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