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Il punto del presidente del Consiglio Enrico Letta sulle vicende più calde del suo governo di unità nazionale è oggi particolarmente interessante. E ciò soprattutto per l’ampiezza dei temi trattati in quanto il nostro presidente del Consiglio, in occasione del consueto periodico appuntamento con la stampa internazionale, non si è sottratto alle molte domande ricevute dai cronisti di mezzo mondo e quindi ci sono molti spunti su cui riflettere e in base ai quali diventa possibile rintracciare le linee guida del nostro governo almeno nel breve periodo. E, forse, con la giusta attenzione, anche nel medio periodo.

La sentenza su Berlusconi

Ma, come nostra buona abitudine ormai consolidata da lungo tempo, procediamo con ordine partendo da alcune delle questioni più interessanti su cui Enrico Letta è stato stimolato stamattina e chiamato a rispondere. Ovviamente, in maniera intuibile, un capitolo a parte è stato quello dedicato all’ex presidente del Consiglio e attuale leader del centrodestra e del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi investito ieri da una pronuncia per lui negativa in sede processuale, vale a dire il mancato accoglimento del legittimo impedimento (leggi: Legittimo impedimento respinto il ricorso di Berlusconi). La risposta di Letta è apparsa ferma e netta escludendo sul nascere ogni possibile travaso della vicenda giudiziario Berlusconi e della sua ipotetica condanna nell’agenda politica del governo, come a dire che qualunque cosa accadrà al Palazzo di Giustizia di Milano non vi saranno ripercussioni sulla tenuta della maggioranza.

Gli altri temi

In secondo luogo le domande proposte al presidente del Consiglio Letta sono apparse di più ampio respiro e hanno affrontato una serie di questioni che sono legate a doppio filo sia con l’agenda di politica interna del nostro governo che con gli impegni e gli obiettivi di politica estera. Significa che Letta ha parlato del tavolo di trattativa con la Svizzera in merito alla questione della lotta all’evasione fiscale e l’espatrio dei capitali proprio verso il Paese elvetico, ma anche del rafforzamento degli obblighi di Bruxelles verso l’Italia cui il nostro Paese non si tirerà mai indietro (leggi anche: La politica monetaria della BCE).

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