Voucher: marcia indietro al 2003?

di Daniele Pace Commenta

Il Governo è pronto al decreto per un stretta sui voucher, con nuove regole per evitare le distorsioni avute negli ultimi anni sul loro utilizzo.

Il Governo è pronto al decreto per un stretta sui voucher, con nuove regole per evitare le distorsioni avute negli ultimi anni sul loro utilizzo. In realtà si tratterebbe di un quasi-ritorno alla situazione precedente, con l’unico dubbio sulle micro-imprese, la cui inclusione non è ancora sicura. L’obbiettivo è quello di riportare i voucher a quella che fu l’idea di partenza del 2003, ed evitare così il referendum proposto dalla Cgil. Sono due le proposte sul tavolo al vaglio della commissione, mentre altre proposte sembrano state scartate.

La prima vorrebbe l’utilizzo dei voucher solo a disposizione delle famiglie per il pagamento dei compensi delle baby-sitter, delle badanti, e di tutti gli addetti alla casa, impegnati in piccoli lavori. Il Governo abbasserebbe anche l’utilizzo dagli attuali 7000 euro l’anno a 5000.

Oppure, si potrebbe, come prevede la seconda proposta, includere anche le micro-imprese. Qui si evidenziano i dubbi maggiori, visto che proprio questo settore, composto da più di 2 milioni e 600 mila aziende, ha provocato quegli abusi che hanno portato alla rottura con la Cgil. Il pericolo sarebbe quello di non cambiare la situazione attuale, vanificando di fatto gli sforzi per evitare il referendum sull’abolizione dei voucher. In questo secondo caso, se dovesse essere la proposta scelta, l’unico rimedio all’abuso dei voucher, sarebbe un controllo serrato sul loro utilizzo, ma proprio il controllo delle leggi, sembra essere sempre stata la nota dolente nel nostro paese.

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