Scontro Renzi – Bersani sulla corsa al Quirinale

La corsa al Quirinale si intreccia sempre più con gli altri filoni della vita politica del nostro Paese. E, in questo momento in cui il Partito Democratico rischia come mai prima d’ora la deflagrazione dall’interno, anche la questione dei grandi elettori diventa terreno di scontro tra il segretario e leader della colazione di centrosinistra Pierluigi Bersani e il sempre più lanciato Matteo Renzi. Che i due non abbiano mai messo via l’ascia di guerra è cosa evidente da sempre nelle segrete stanze del Partito Democratico, ma è altrettanto vero che i contrasti, adesso, si fanno sempre più pubblici.

Vendola si dimette da deputato

 In questi giorni un’intervento parlamentare da parte del movimento cinque stelle aveva riportato in auge il problema del doppio incarico all’interno del Parlamento. Infatti sono tanti gli eletti, tra deputati e senatori, che ricoprono più incarichi istituzionali sia come consiglieri regionali che provinciali. Il caso di Nichi Vendola forse era quello più eclatante e sul quale si è polemizzato tanto, così il governatore della Regione Puglia per fugare ogni dubbio ha pensato bene di presentare le sue dimissioni da deputato per tornare a governare a tempo pieno la sua Puglia.

L’allarme di Confindustria

Le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sulla situazione economica, e non solo, del nostro Paese non lasciano ben sperare. In effetti il presidente degli industriali italiani ha più volte ribadito la propria posizione rispetto alla drammaticità del momento che il nostro Paese sta vivendo da molti punti di vista: perché se da un lato è assolutamente innegabile la difficoltà derivante per il nostro Paese dalla congiuntura economica negativa attiva al livello internazionale, dall’altro, è altrettanto innegabile che l’immobilismo della politica italiana non contribuisce ad avviare la strada del miglioramento e della ripresa.

Accordo Berlusconi – Bersani sul Quirinale

I margini per l’accordo tra Berlusconi e Bersani ci sono. E’ questa, nei fatti, la notizia più importante della giornata politica di ieri che ha vissuto un incontro nel pomeriggio tra il segretario del Partito Democratico e leader della coalizione di centrosinistra Pierluigi Bersani e il suo dirimpettaio Silvio Berlusconi, leader del Popolo della Libertà e della coalizione di centrodestra. Si è trattato di un incontro non ufficiale e neanche risolutivo, ma, ad ogni modo, si è aperto in modo pubblico il dialogo tra le due coalizioni.

Grillo e l’occupazione delle commissioni

Tutto ruota, o meglio, tutto sembra ruotare intorno alla questione delle commissioni parlamentari. Nelle ultimissime ore, in rapida successione, possiamo riassumere almeno tre differenti accadimenti in merito alla vicenda delle commissioni parlamentari. Tutto è partito dalle dichiarazioni ad effetto di Crimi e Lombardi – i capigruppo al Senato e alla Camera del Movimento a Cinque Stelle – che avevano minacciato di occupare le commissioni pur di dare l’avvio ai lavori in Aula in tempi brevi.

Bersani: Berlusconi? Ti conosco mascherina

 Continua l’impasse politico che vede il nostro Paese fermo immobile a ormai quaranta giorni dalle elezioni politiche. Queste’ultime avrebbero dovuto cambiare tutto ma  invece, risolvendosi in un pareggio, hanno gettato l’Italia in una fase di stallo che effettivamente rende difficile immaginare qualsiasi via di uscita. Intanto in questi giorni è atteso il discusso incontro tra Bersani e Berlusconi che dovrebbero fare il punto della situazione sulla questione dell’elezione del Presidente della Repubblica ma non sul possibile governissimo.

(leggi anche … Scontro Berlusconi – Bersani sul Quirinale)

No alle commissioni permanenti

Nell’ambito della complessa agenda politica del nostro Paese, un nuovo focus intorno a cui si sta concentrando il dibattito negli ultimissimi giorni è quello che ruota intorno alle commissioni parlamentari. In effetti l’innesco della nuova polemica in merito al ruolo e alla minaccia di occupazione delle commissioni parlamentari lo hanno acceso i grillini con le dichiarazioni incendiarie dei capigruppo del Movimento a Cinque Stelle alla Camera e al Senato Roberta Lombardi e Vito Crimi.

Margaret Thatcher è morta

 Margaret Thatcher è morta quest’oggi all’età di 87 anni. E’ stata primo ministro britannico dal 1979 al 1990, quindi l’intero decennio degli anni ’80, unica donna a ricoprire quel ruolo in Inghilterra. Si è spenta questa mattina nella sua suite all’Hotel Ritz, nel centro della City. Nacque nel lontano 1925 a Grantham, nel Lincolnshire, e nel decennio del sua carica istituzionale è stata anche leader del partito conservatore britannico. Per lei non verranno indetti funerali di stato, come del resto aveva fatto sapere la stessa Thatcher, ma comunque all’interno del mondo istituzionale inglese si avverte l’importanza dell’ultimo saluto che sarà equiparato a quello della Regina Madre o di Lady Diana.

M5S e l’occupazione delle commissioni

Nuovi fuochi d’artificio da parte del Movimento a Cinque Stelle. A conti fatti, la presenza nell’Aula di Montecitorio e di Palazzo Madama dei neoeletti del movimento guidato da Beppe Grillo rappresenta senza ombra di dubbio la principale novità del panorama politica del nostro Paese. E, con una dose calcolata e ben ponderata di rischio, potremmo indicare la presenza dei rappresentanti del Movimento a Cinque Stelle come una delle più grosse novità degli ultimi decenni della storia repubblicana del nostro Paese.

Le difficoltà del PD

 

Le spaccature all’interno del Partito Democratico sono ormai sempre più visibili. E rappresentano, al momento e allo stato delle cose, una ferita che appare difficilmente rimarginabile. O meglio, una ferita rimarginabile sì, ma a caro prezzo, vale a dire con lo spettro della scissione oppure con la capacità gestionale di sopportare sempre più frequenti fronde interne.

Di Pietro: batosta elettorale e tesoretto

Non sono settimane facili per Tonino Di Pietro. L’ex magistrato che ha messo via da tanti anni la toga per intraprendere, anche con discreto successo, la sua avventura politica, sembra, allo stato delle cose, essere prossimo al capolinea. Un capolinea politico, che si intenda, è che, di fatto, non è mai apparso così vicino dopo i risultati elettorali del 24 e del 25 febbraio che hanno estromesso il Tonino nazionale da Montecitorio e che hanno eroso in maniera inequivocabile il consenso che l’Italia dei Valori aveva accumulato nel corso degli anni.

Le otto proposte di Berlusconi

Il cavaliere Silvio Berlusconi torna ad alzare la voce. Ma, questa volta, non lo fa da qualche palco in qualche piazza affollata, ma lo fa con modi più costruttivi. A conti fatti Berlusconi annuncia le proprie mosse per le prossime settimane attraverso il sito ufficiale del Popolo della Libertà generando, in maniera intuibile, una serie di risposte, ufficiali e non. Il contenuto del messaggio consiste nei prossimi disegni di legge che il Pdl presenterà in Aula.

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