Umberto Bossi ha tradito la Lega Nord

Vi sarebbe oggi da segnalare come il leader, indiscusso ed incontrastato leader, della Lega Nord, il senatore Umberto Bossi, abbia negli ultimi anni, grazie alla complicità dell’ex tesoriere del partito, ovverosia Francesco Belsito, ed allo strapotere ricoperto in quello che, a tutti i diritti, potrebbe tranquillamente venir definito quale un vero e proprio partito personale ed individuale, realtà dei fatti immediatamente riconoscibile poiché la Lega Nord, sin dai propri inizi, sarebbe stata la diretta emanazione del pensiero politico del proprio fondatore, letteralmente tradito i propri elettori.

Umberto Bossi, leader della Lega Nord, indagato per truffa

Dopo Francesco Belsito, ex tesoriere oggi indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato italiano, e Piergiorgio Stiffoni, senatore oggi accusato di aver commesso il reato di peculato, nel mirino degli inquirenti che, in questi giorni, starebbero indagando sui rimborsi elettorali che la Lega Nord avrebbe indebitamente sottratto, allo scopo di usufruirne in maniera impropria ed illegale, allo Stato italiano e, di conseguenza, a tutti i cittadini e a tutti gli elettori italiani, sarebbero finiti anche il leader, fondatore ed ispiratore del movimento popolare xenofobo ed omofobo, Umberto Bossi, ed i figli dello stesso, Renzo “Trota” Bossi e Riccardo Bossi.

La disfatta del Popolo della Libertà

Chi sarebbe veramente uscito sconfitto, forse definitivamente, dalle elezioni amministrative di domenica 6 maggio e lunedì 7 maggio 2012, sarebbe il Popolo della Libertà che, privato a suo tempo del proprio carismatico leader, quel Silvio Berlusconi che, dopo aver consegnato le chiavi del partito nelle inesperte mani di Angelino Alfano, avrebbe osservato la più recente tornata elettorale dalla fredda e, soprattutto, lontana Russia, e del Governo dello Stato italiano, non sarebbe più riuscito a trovare la propria fondamentale identità.

La rivoluzione delle elezioni amministrative 2012

Le elezioni amministrative 2012, delle quali solamente in mattinata si hanno avuto i risultati certi e definitivi, rappresenterebbero, anche e soprattutto in virtù del fatto di essere le prime elezioni dalla caduta del IV Governo Berlusconi e dal conseguente insediamento del Governo tecnico Monti, il primo vero e proprio segnale che la realtà politica italiana sia destinata, forse definitivamente, a cambiare radicalmente.

Silvio Berlusconi e le elezioni ad ottobre 2012

L’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, in occasione dell’incontro, tenutosi presso la Camera dei Deputati, con tutti i coordinatori delle sezioni regionali del Popolo della Libertà (il partito che, a suo tempo, sancì l’unione tra le forze del centrodestra di Forza Italia e della destra di Alleanza Nazionale), sarebbe tornato a parlare di alcune delicatissime questioni quali, a titolo d’esempio, la possibilità, mai veramente accantonata dall’attuale maggioranza, delle elezioni anticipate, della possibilità di vittoria, anche e soprattutto grazie all’attuale legge elettorale, della sinistra italiana, della necessità di rinnovamento in seno al PdL che, oltre a rinnovarsi, per così dire, esteticamente, dovrebbe innanzitutto cercare di riallacciare i rapporti con l’ala più moderata dello schieramento parlamentare allo scopo di divenire il partito simbolo dei cittadini italiani moderati che, ancora oggi, rappresenterebbero la maggioranza della popolazione.

La necessità del rinnovamento della Politica

La politica italiana, come dimostrato dagli scandali che, recentemente, avrebbero coinvolto Luigi Lusi e Francesco Belsito facendo risorgere i sospetti, in realtà mai sopiti, che il finanziamento pubblico ai partiti, mascherato da semplice rimborso elettorale, non abbia mai cessato d’esistere, si troverebbe ad un bivio storico di decisiva importanza.

Intercettazioni, finanziamento ai partiti e corruzione

Lo scandalo occorso alla Lega Nord, oltre ad aver ridotto in ginocchio un partito che, attualmente, non saprebbe davvero in che modo risollevarsi senz’alcuna conseguenza, avrebbe per lo meno suonato come la sveglia, il cui suono, ormai da troppo tempo, tutti i cittadini italiani attendevano con ansia, che segna la fine del sogno del finanziamento pubblico ai partiti, o rimborsi elettorali che dir si voglia, inducendo il Parlamento ad approvare una legge che, se non altro, dovrebbe garantire una drastica riduzione dell’abuso di queste importantissime risorse finanziarie sottratte ai cittadini.

L’orgoglio leghista e le scuse di Bossi

La disfatta, completa e totale, della Lega Nord sembrerebbe non essere stata avvertita, o per lo meno non essere stata pienamente avvertita in tutta la propria concretissima realtà, dai militanti più duri e puri del partito padano che, riunitisi in questi giorni a Bergamo, in occasione di quelle che sarebbero state immediatamente ribattezzate quali le “Giornate dell’Orgoglio Leghista”, si sarebbero schierati ora con uno (Umberto Bossi) ora con l’altro (Roberto Maroni) leader della Lega Nord ma mai, in nessun momento, contro i vertici del partito.

Le dimissioni di Renzo Bossi e la nuova Lega Nord

Dopo quello che, a tutti gli effetti, possiamo considerare il prepensionamento di Umberto Bossi (dimessosi da segretario del partito padano con almeno 6 anni di ritardo su quella che, non solamente a nostro avviso, sarebbe stata la tabella di marcia maggiormente adeguata), le dimissioni di Renzo “Trota” Bossi da consigliere regionale della Regione Lombardia giungono a confermare, se ancora non fosse stato incredibilmente chiaro, la fine della Lega Nord o, per lo meno, di un’importantissima fase storica della Lega Nord che avendo perso, in un sol colpo, alcune delle proprie più carismatiche figure, potrebbe faticare moltissimo a ritrovare, se mai una ce ne fosse effettivamente stata, la retta via del federalismo.

#legaladrona e la fine di Umberto Bossi

Il cerchio magico, oseremmo affermare finalmente, si sarebbe definitivamente dissolto e l’impianto, creato ad hoc dai più fedeli seguaci di Umberto Bossi per difenderlo, insieme al figlio Trota ed alla moglie, dai possibili attacchi esterni, si starebbe sgretolando, infine, a causa delle incongruenze prettamente interne al partito.

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