Il M5S e gli spari a Palazzo Chigi

Ancora polemiche in seguito all’attentato di circa una settimana fa consumato di fronte a Palazzo Chigi quando Luigi Preiti ha esploso alcuni colpi di pistola ferendo due carabinieri (uno è ancora oggi in gravi condizioni, in prognosi riservata). Le polemiche, di solito, in occasioni del genere riguardano l’organizzazione, o, meglio, la mancanza d’organizzazione, o i soccorsi che tardano ad arrivare o situazioni assimilabili a queste ultime. Questa volta, però, non ci riferiamo a nulla del genere ma alle frasi del professore Becchi.

L’allarme della Cisl sulla cassa integrazione

Nuovo allarme del sindacato per le condizioni economiche del nostro Paese e per il finanziamento della cassa integrazione. Oggi ha parlato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che ha rilasciato dichiarazioni assai più che allarmanti ai microfoni dei cronisti dell’Ansa. Bonanni ha sottolineato come la ripresa economica per il nostro Paese è ancora lontana e che al momento l’insediamento del nuovo governo di Enrico Letta sia senza dubbio un avvenimento molto positivo, ma assolutamente insufficiente alla ripresa del nostro Paese.

La Biancofore perde le deleghe alle pari opportunità

La Biancofore ha perso le deleghe alle pari opportunità e allo sport ed è passata a occuparsi di pubblica amministrazione e di semplificazione. Lo ha deciso il nuovo Presidente del Consiglio del nostro Paese Enrico Letta con un tempismo impressionante in seguito alle polemiche sorte per le interviste rilasciate dalla Biancofore negli ultimi giorni in materia di gay. La scelta di Enrico Letta è stata innanzitutto velocissima e, in secondo luogo, volta a modificare la posizione della Biancofore senza cancellarla però dal governo dovendo altrimenti modificare la composizione dell’esecutivo (leggi: Il governo Letta al completo).

Minacce alla Boldrini

Nuovo fuoco di fila nei confronti del nuovo Presidente della Camera onorevole Laura Boldrini. La neoeletta deputata, terza donna ad essere nominata Presidente della Camera dei Deputati, ha una serie di primati raggiunti, per altro, ad onor del vero, anche in pochissimo tempo. Da un lato si tratta di una serie di primati di cui di sicuro Laura Boldrini andrà fiera ed orgogliosa, ma, dall’altro, ci sono tanti aspetti di cui farebbe senza dubbio a meno. Senza dubbio, ad esempio, essere eletta Presidente della Camera al suo primo mandato parlamentare è una cosa di grande rarità all’interno della vita politica del nostro Paese, anzi una cosa più unica che rara per quanto riguarda la storia repubblicana del nostro Paese (leggi: Il governo Letta al completo).

Il governo Letta al completo

Il governo Letta è fatto in ogni sua parte. Tutto è cominciato una settimana fa, cominciato per modo dire dato che è sempre bene ribadire che si è trattato del governo dalla gestazione più lunga e complessa della storia repubblicana del nostro Paese. A partire da sabato scorso, dunque, prima lo scioglimento della riserva, poi la lista dei ministri e il giuramento di Enrico Letta e della sua squadra di ministri. Nei primi giorni della settimana il nuovo presidente del Consiglio ha incontrato Merkel, Hollande (leggi: Il vertice Letta – Hollande) e Barroso (leggi: Il vertice Letta – Barroso) e nella giornata di ieri ha completato la squadra di viceministri, sottosegretari e presidenti di commissione.

Il vertice Letta – Barroso

La terza ed ultima tappa del velocissimo tour europeo del neo presidente del Consiglio del nostro Paese Enrico Letta è stata Bruxelles. Letta, negli ultimi tre giorni, subito dopo aver incassato la fiducia in entrambi i rami del Parlamento ha incontrato, nell’ordine, la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino (leggi: Il vertice Letta – Merkel), il leader socialista Francois Hollande a Parigi (leggi: Il vertice Letta – Hollande) e, in ultimo, il capo dell’esecutivo Barroso a Bruxelles presso la sede della Commissione Europea. Si è trattato di un tour rapido e incisivo in cui gettare le basi per una solida collaborazione in sede comunitaria.

Il vertice Letta – Hollande

Nella giornata di ieri la seconda tappa del tour in giro per l’Europa del nostro nuovo presidente del Consiglio Enrico Letta. Nei fatti, non appena ha incassato la fiducia sia alla Camera che al Senato, il neo premier italiano è partito per un giro di visite ai principali leader europei: ha incontrato prima la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino (leggi: Il vertice Letta – Merkel), poi Francois Hollande a Parigi e alla fine Josè Manuel Barroso a Bruxelles. Un tour quasi di presentazione in cui gettare le basi e prendere i contatti più affidabili per il nuovo governo del nostro Paese.

Il vertice Letta – Merkel

Il nuovo presidente del Consiglio italiano Enrico Letta ha incassato la doppia fiducia: prima alla Camera e poi, nella giornata di ieri, al Senato (leggi: Il discorso di Letta). I numeri sono assimilabili in entrambi i rami del Parlamento e testimoniano la trasversalità di un esecutivo di grande coalizione voluto da quasi tutte le forze politiche presenti nell’arco parlamentare italiano. Quindi, da un punto di vista strettamente formale, possiamo dire che è da ieri, vale a dire dal momento successivo alla doppia fiducia presso la Camera e presso il Senato che abbiamo un nuovo governo.

Il governo Letta e l’Imu

Il nuovo governo di Enrico Letta si è da poco insediato e già si palesano le prime nubi sul suo cammino. A dire il vero il governo non è ancora tale al cento per cento per la semplice ragione che in queste ore non ha ancora ottemperato a tutte le faccende, burocratiche e non, che rappresentano dei passaggi prioritari per la vita stessa del governo. Ci riferiamo, nella fattispecie, al fatto che in questo momento il governo Letta ha incassato sì la fiducia alla Camera dei Deputati, ma non ancora al Senato della Repubblica (leggi: La fiducia a Letta). Vero è che si tratta, allo stato delle cose, di un passaggio poco più che formale, ma la massima precisione rimane pur sempre un obbligo in queste occasioni.

Il discorso di Letta

Il presidente del Consiglio onorevole Enrico Letta ha incassato la fiducia alla Camera dei Deputati nel pomeriggio di lunedì. Un lungo discorso programmatico e poi la votazione con un risultato netto, come del resto era prevedibile. I numeri parlano di 453 voti a favore, 153 contrarti e solo 17 astensioni (leggi: La fiducia a Letta). Le tappe per rendere effettivo al cento per cento il nuovo esecutivo si stanno ormai esaurendo: sabato lo scioglimento della riserva, l’accettazione dell’incarico e la lista dei ministri, domenica il giuramento e le primissime operazioni nella prima riunione della Presidenza del Consiglio e ieri la fiducia alla Camera. Oggi al Senato.

La fiducia a Letta

Possiamo dire che il peggio è passato. O, anche, allo stesso modo, che il più è fatto. Possiamo in effetti dire che il governo caratterizzato dalla più lunga gestazione dell’ambito della nostra storia repubblicana ha di fatto visto la luce nel corso dello scorso fine settimana. Le ultimissime fasi si sono svolte tutte tra sabato pomeriggio e ieri mattina: prima il nuovo Presidente del Consiglio Enrico Letta ha avuto un ultimo colloquio chiarificatore con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poi ha comunicato la lista dei ministri (leggi: Tutti i ministri del nuovo governo Letta) e ieri mattina il giuramento.

Gli spari a Palazzo Chigi e l’antipolitica

L’eco degli spari fuori a Palazzo Chigi non si è ancora spenta (leggi: Spari a Palazzo Chigi) e la selva di commenti tenderà a infittirsi sia nelle prossime ore che nelle settimane a seguire. Di fatto ognuno può avere la propria idea riguardo a quello che, in misura oggettiva, rimane un gesto isolato di un uomo solo e chiaramente non sano di mente. Adesso, cercare di indagarne le ragioni può essere un esercizio da continuare all’infinito e, probabilmente, un gesto assolutamente inutile.

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