Polemiche sull’Ilva

Nuova giornata di bufera sulla politica italiana, o meglio su alcuni suoi esponenti e sulle loro dichiarazioni disinvolte. Non che sia nostro interesse stigmatizzare o emettere giudizi di valore su determinati argomenti, fatto sta che la censura morale su alcune delle frasi a effetto che hanno fatto il giro degli organi di stampa – e che come sempre accade ultimamente sono travasate nel mondo dei social scatenando l’ira dei più – è nostro diritto. Diciamo che la scorsa due giorni ha dato ampio adito alle polemiche con le frasi a sfondo razzista di Calderoli e con l’uscita di Bondi sull’Ilva di Taranto.

Il calendario parlamentare dalle dimissioni di Monti alla legge di stabilità

 Ormai le dimissioni di Monti sono irrevocabili, l’Italia si prepara al voto anche se manca ancora qualcosa da fare al governo affinché si possa dire conclusa la sua esperienza. Di certo molte delle riforme annunciate finiranno su di un binario morto, per ora l’unica certezza è la legge di Stabilità 2013 che verrà approvata, si pensa, entro Natale provando in questo modo a tranquillizzare i mercati scossi dalle dimissioni del professore.

Gli operai dell’ILVA che dormono sull’altoforno

Sono 5 gli operai dell’ILVA di Taranto che, nella notte tra martedì 25 settembre 2012 e mercoledì 26 settembre 2012 hanno dormito, senza poter né mangiare né bere, a 60 metri di altezza dal suolo stazionando su una delle molte passerelle della torre di smistamento dell’altoforno numero 5.

Il punto della situazione dell’ILVA di Taranto

Uno dei temi più caldi dell’attualità politica ed economica italiana, come certamente saprete, sarebbe quello relativo alla possibilità che l’acciaieria ILVA di Taranto, esclusivamente in via preventiva, chiuda i battenti così che le indagini degli inquirenti sul probabile e delicato rapporto tra acciaieria, inquinamento ambientale e danni alla salute umana possa venir definitivamente chiarito.

Manifestazione pro salute a Taranto

Parlando e discutendo di Ilva e Taranto si parla e si discute, ormai quotidianamente e senza soluzione di continuità, dei disagi che la definitiva chiusura dell’acciaieria, da fine luglio sottoposta a sequestro preventivo in seguito alla sentenza del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco, potrebbe arrecare alla comunità tarantina che, improvvisamente, potrebbe trovarsi privata di una fondamentale fonte di lavoro e di sostentamento.

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