Le difficoltà di Bersani e il ruolo di Renzi

I problemi per il leader del Partito Democratico Pierluigi Bersani non si sono esauriti di certo quando ha ottenuto l’incarico dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A dire il vero, potremmo che i suoi problemi, se non aumentati, si sono per lo meno resi più pubblici in quanto ormai è lo stesso Bersani che dovrà salire al Quirinale giovedì prossimo. E’ in pratica dall’inizio de Le consultazioni di Bersani che, con una metafora a lui tanto cara soprattutto durante le fasi più calde della scorsa campagna elettorale, è rimasto con il cerino in mano.

La maggioranza di Bersani

L’elezione dei presidenti di Camera e Senato è stata proclamata da poche ore, i discorsi ufficiali sono stati ascoltati e commentati come d’abitudine ma l’eco di due elezioni comunque innovative, chiaramente, non si è ancora spenta (leggi: Grasso al Senato, M5S si spacca). Del resto la partita che si è giocata nei due rami del Parlamento, a dire il vero più aspra e, quindi, più rilevante dal punto di vista strategico, quella cui abbiamo assistito al Senato, ha visto dei vincitori e degli sconfitti. E, con una buona dose di lungimiranza e di rischio, potremmo dire che la partita del Senato ha palesato già in embrione chi potrebbero essere gli sconfitti di domani.

Grasso al Senato, M5S si spacca

Prime crepe all’interno del Movimento a Cinque Stelle. Lo dicono tutti, i commentatori amici e quelli di parte avversa, lo dicono gli esponenti ed i portavoce dei partiti storici che, di queste, ne hanno visto tante, ma, in primo luogo, lo dicono i numeri. A conti fatti il Movimento a Cinque Stelle ha iniziato a sbandare alla prima curva, una curva doppia potremmo definirla in quanto le asperità erano due: l’elezione del Presidente della Camera dei Deputati (leggi: Roberto Fico Presidente della Camera?) e l’elezione del Presidente del Senato della Repubblica. E i problemi si sono palesati al Senato.

Roberto Fico Presidente della Camera?

 

All’apertura delle Camere e quindi al via ufficiale della nuova legislatura le questioni ancora da risolvere sono parecchie. In qualche caso si tratta di aspetti secondari, in altri, si tratta di elementi di vitale importanza per l’agenda politica del nostro Paese. Il nostro pensiero va, in maniera intuibile, alla questione dell’elezione del Presidente della Camera dei Deputati (oltre a quella del Capo dello stato dove ci sono Prodi e D’Alema in corsa per il Quirinale), vale a dire a una questione di enorme rilevanza non solo per le qualità del candidato scelto, per gli obblighi costituzionali che dovrà gestire e per il suo ruolo in senso lato. Ma una questione di enorme rilevanza anche per quanto riguarda la logica delle attribuzione delle poltrone tra i partiti, un sistema di per sé complesso, ma, questa volta, gravato dalle difficoltà del risultato elettorale maturato.

Grillo leader nei sondaggi post voto

Le difficoltà del periodo immediatamente successivo alle elezioni sono prassi ben nota in tutte le democrazie contemporanee. Si tratta di difficoltà strettamente tecniche da un lato, ma, dall’altro, a ben guardare, sono quelle politiche in tutti i sensi a destare le maggiori perplessità. Perché è nei giorni immediatamente successivi alle elezioni che i partiti e i loro rappresentanti si accaparrano incarichi e poltrone con logiche spesso miopi e retrograde. Tali difficoltà di solito sono limate dalla chiarezza di un risultato elettorale: cosa che questa volta non è accaduta (leggi: Ingovernabilità e grande coalizione).

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.