Ritardi nei pagamenti della cassa integrazione

di Gianni Puglisi Commenta

Il problema dei ritardi nei pagamenti della Cassa Integrazione sta divenendo sempre maggiormente vistoso.

Il dramma dei cassaintegrati italiani, ormai ben più di un milione, è doppio e irrisolvibile: impossibilitati a lavorare, così come a cercare un qualsiasi differente impiego, sono altresì costretti a sottostare alle lentezze ed alle inefficienze della macchina burocratica, composta essenzialmente da un intrico non ben definito di ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale e Regioni, ormai incapace di evadere le richieste al ritmo con le quali verrebbero attualmente presentate.

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO

Conseguenza, inevitabile, della cassa integrazione alla maniera di quell’Italia che, per lo meno a livello istituzionale, giudica il posto di lavoro fisso non soltanto un’utopia bensì un ideale di vita oltremodo monotono e tutt’altro che accattivante, è il ritardo con il quale verrebbero erogati gli importi destinati a ciascun cassaintegrato che, a fine mese, non solo rischierebbe di non arrivarci, data l’esiguità del sostegno governativo concesso, bensì non potrà nemmeno conoscere quanto, quando e se percepirà mai più l’importo o parte dell’importo ad egli dovuto.

Gli arretrati, a tal proposito, sarebbero oltremodo ingenti e, attualmente, vi sarebbero in Sud Italia moltissimi cassaintegrati che ancora attenderebbero la CIGO di giugno o addirittura maggio 2011.

RIFORMA DEL WELFARE

A monte, secondo quanto affermato dai responsabili sindacali nonché delle associazioni nate per la difesa dei diritti dei lavoratori, l’impossibilità, per i cassaintegrati, di venir mai riassunti poiché il succitato ammortizzatore sociale nasconderebbe, nella maggior parte dei casi, un così lento, lungo e logorante fallimento aziendale tanto da indurre una delle persone improvvisamente rimaste senza lavoro a ironizzare: “Tra un’attesa e l’altra non sai di che morte morire”.