La delusione dei conti dormienti

Doccia fredda davvero inaspettata e dolorosa, quella che sembra sul punto di abbattersi sul ministero dell’Economia e sul suo titolare Giulio Tremonti.

Entro il 16 dicembre prossimo, infatti, dovrebbero affluire nelle casse del ministero le risorse provenienti dai famigerati conti dormienti, ossia tutti quei depositi a risparmio e quei conti correnti bancari e postali non movimentati in alcun modo dai legittimi titolari negli ultimi dieci anni.

Le previsioni fatte a suo tempo dal ministero parlavano di cifre da capogiro, che si aggiravano ai dieci miliardi di euro.

Berlusconi contro la pressione fiscale

È sempre stato un cavallo di battaglia del leader del centrodestra, probabilmente quello più micidiale per i suoi avversari.

Non è di oggi la notizia che il Cavaliere punti l’indice contro l’elevata pressione fiscale nel nostro paese: un concentrato di imposte dirette e indirette e di tributi vari che incidono per circa il 43% sulla ricchezza prodotta, una percentuale ben più elevata della media comunitaria, seppure vi siano altre nazioni europee altrettanto tartassate, come Belgio e Olanda.

Arriva la social card

Annunciata in occasione del DL 112 dello scorso 25 giugno, sta ormai per arrivare a circa ottocentomila famiglie la famosa “social card”, la tessera che consentirà ai beneficiari di ottenere significativi sconti sulle spese quotidiane.

In pratica, essa sarà una sorta di carta prepagata, caricata dallo Stato per 480 euro all’anno. Essa potrà essere utilizzata per pagare le bollette di luce e gas, ma anche le spese di tutti i giorni presso le catene di grande distribuzione che aderiranno al progetto.

Alzati i limiti dell’antiriciclaggio

Norme un po’ meno severe da parte del legislatore in materia di lotta al riciclaggio del denaro sporco. Nel 2007, il recepimento della terza direttiva europea in materia aveva spinto il precedente Governo a stabilire norme piuttosto rigide per contrastare il fenomeno, molto diffuso e difficile da estirpare.

Con il D.L. 112/2008, invece, l’attuale maggioranza ha preferito lasciare un po’ più di respiro ai cittadini elevando alcune soglie quantitative per l’applicazione delle norme, fermo restando comunque l’impianto complessivo della legge.

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