Governo e opposizione in corsa per bloccare lo spread

di Redazione Commenta

le opposizioni e il Presidente Napolitano premono sul Governo affinchè venga varata in tempi rapidi la Legge di Satibilità Economica

Silvio Berlusconi ha dichiarato la sua disponibilità a dimettersi, ma solo dopo che il Parlamento avrà varato la Legge di Stabilità (ex Legge Finanziaria) ed il relativo maxiemendamento con le misure specifiche chieste dall’Europa per fronteggiare la crisi.
Dal canto loro le opposizioni, come lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, premono affinchè il tutto si svolga nel più breve tempo possibile


dal momento che la situazione sul fronte dei mercati peggiora di giorno in giorno e lo “spread” (che rappresenta una misura del “rischio finanziario” associato ai titoli di stato) tra Btp e i Bund tedeschi vola oltre i 500 punti. Resta inoltre l’arduo compito di recuperare quella “credibilità” internazione che negli ultimi mesi è venuta meno.
Il PD dopo avere “responsabilmente” fatto approvare, astenendosi, il Rendiconto Generale dello Stato e garantendo per la giornata odierna anche l’approvazione dell’Assestamento di Bilancio al fine di non rallentare i tempi già strettissimi, fa sapere, tramite il suo capogruppo alla Camera Dario Franceschini, di essere disposto a varare il provvedimento relativo alla Legge di Stabilità Economica già a partire dalla giornata di lunedì. Il testo del maxiemendamento però non è ancora stato depositato al Senato, come riportato dallo stesso Presidente di palazzo Madama Renato Schifani, anche se presumibilmente sarà presentato alla Commissione Bilancio entro le ore 16 di oggi.
Resta invece di segno opposto la posizione dell’Italia dei Valori, che tramite Massimo Donadi fa sapere che l’IDV è intenzionato a votare “contro” il ddl di Stabilità a meno che il centrodestra non accetti di concordare il testo con l’opposizione.