Gli immigrati pagheranno le pensioni

di Vito Verna Commenta

Come gli immigrati stanno salvando il sistema previdenziale italiano

Se è vero, come abbiamo avuto modo di vedere recentemente, che uno dei principali problemi degli italiani è quello della sotto occupazione, rispetto alla tanto deprecata disoccupazione che, per la verità, si ritrova ad essere in linea, se non addirittura inferiore a quella delle altre grandi economie occidentali, allora è vero che, collateralmente parlando, vi sarà, prima o poi, un serio problema di pensioni.

SOTTO OCCUPAZIONE È IL PROBLEMA ITALIANO


La questione previdenziale, si sa, non è mai stata affrontata con cognizione di causa e con sguardo al futuro (il fatto che, per esempio, la maggior parte della popolazione, ovvero quella femminile, sia sempre pensionarsi notevolmente prima degli uomini lo dimostrerebbe) in un’ottica, cioè, di salvaguardia del sistema e di possibilità, per tutti, di godere della sacrosanta e meritata pensione.

Questo futuro, però e purtroppo, sembrerebbe essere già arrivato, più spaventoso ed invadente di quanto creduto, facendo giunger l’Italia al capolinea.

Certo esageriamo nel porre, in termini così perentori, il problema.

È però innegabile, per fortuna, che le prospettive di vita si stiano, quasi quotidianamente e grazie ai progressi medico-scientifici, allungando causando, di conseguenza, un aumento nel numero di pensionati e pensionate.

D’altro canto, purtroppo, vi è da segnalare come sia la popolazione italiana che la forza-lavoro si riducano costantemente e, come già affermato, chi lavora lo fa soltanto precariamente.

QUANDO SI ANDRÀ IN PENSIONE

Si capisce, dunque, come vi sia un’importante problema di fondo e come, dovesse il divario tra le due realtà ulteriormente ampliarsi, sia tutt’altro remota la possibilità che si giunga alla rottura.

Per nostra fortuna, sebbene moltissimi di noi ancora stentino a riconoscerlo, l’Italia è strategicamente posizionata nel bel mezzo del Mediterraneo e attrae, sempre più e sempre più frequentemente, immigrati di ogni Paese.

Il problema, da questo punto di vista, è reale e dovrebbe venir affrontato con serietà e con una nuova sinergia tra le forze in campo. Eppure, sempre facendo affidamento ai dati, ai numeri ed alle statistiche, si intuisce come le difficoltà che da inizio anno hanno coinvolto il Sud Italia, preda della fortissima ondata migratoria causata da motivi ormai ben noti, siano di carattere esclusivamente organizzativo e che potrebbero venir risolte, facilmente, se tutti scegliessimo di avere un atteggiamento costruttivo, aperto e positivo.

SCEGLIERE TRA TFR E FONDI PENSIONE

La popolazione straniera in Italia, sebbene sia costantemente aumentata, è oggi ferma al 7 – 7,5% mentre in Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania questa percentuale superi, tranquillamente, il 10%.

Si intuisce, dunque, come il problema degli immigrati, più che essere un problema, dovrebbe venir considerato quale una importantissima risorsa.

Una volta che si sia sfatato il mito che gli immigrati vengano in Italia soltanto per rubare il posto di lavoro agli onesti italiani, opinione che abbiamo espressa, supportata da dati Istat, nel nostro precedente articolo sulla sotto occupazione (sebbene sia innegabile che la popolazione straniera sia decisamente più industriosa di quella italiana tanto che, nel 2010, gli imprenditori stranieri sono cresciuti di  29.000 unità mentre 31.000 imprese italiane sono fallite) si intuirebbe, infatti, come sono proprio gli immigrati, dapprima con la loro venuta in Italia e poi con il loro lavoro, a sostenere sia la crescita demografica del Bel Paese sia il nostro sistema previdenziale, equiparando i conti e facendo si che il divario, come poc’anzi espresso, tra aumento dei pensionati e diminuzione della forza-lavoro, divenga troppo eccessivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>