fini bossi berlusconi


Il disegno di legge che porterebbe l’Italia a diventare una repubblica dotata di federalismo fiscale è passata con 319 voti a favore alla Camera dei Deputati e già prima di Pasqua sapremo se lo stesso ddl passerà anche al Senato.

La cosa interessante di questo passaggio è che l’Italia dei Valori ha votato a favore, mentre il PD capitanato da Franceschini si è astenuto dal voto come sperava il senatore Bossi e l’UDC di Pierferdinando Casini ha votato contro insieme ai suoi 35 colleghi di partito.


Il voto contrario di Casini è stato giustificato ieri durante una diretta del tg1 in cui spiega le motivazioni di questo voto: “Si è persa la possibilità di abolire le province, istituzioni inutili e costose per l’Italia, nonostante la promessa in campagna elettorale“.


In passato avevamo già spiegato le differenze di vedute sul federalismo fiscale mostrando in dettaglio le ragioni del sì e le ragioni del no sul testo del disegno di legge appena approvato alla camera.

Ma in questi giorni non è solo il federalismo fiscale a fare notizia, anche il decreto piano casa è in discussione e Napolitano consiglia al premier Berlusconi di evitare il muso duro e chiedere spunti informativi anche alle regioni che saranno poi quelle chiamate in causa per regolare i cantieri edili insieme ai comuni.

Durante il viaggio inaugurale del treno veloce Milano-Roma, Berlusconi fa sapere che mercoledi prossimo verrà discusso con le regioni un testo semplificato che porterà alla firma del decreto legge.

Il premier rassicura i dubbiosi che il decreto legge sul piano casa verterà solamente per le ville monofamiliari e bifamiliari oltre alle ricostruzioni di edifici in fase di demolizione.

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