La Marcegaglia chiede le riforme

La crisi finanziaria che ha colpito il mondo intero rischia di diventare un macigno per l’economia italiana. A dirlo è la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che spiega che la ripresa si potrà vedere solamente dopo la seconda metà del 2010.

Nel frattempo è probabile che il tasso di disoccupazione si porti al livello preoccupante del 9,3% che risulta essere il tasso subito nel 2000 quando la situazione italiana era disastrosa. Durante questo periodo che porterà ad una lenta ripresa l’economia italiana potrà vedere lasciati per strada 1 milione di posti di lavoro tra licenziamenti e cassa integrazione.


Per tornare a crescere, spiega la Marcegaglia, il governo deve attuare un piano strategico di riforme che possano portare ad un addolcimento della difficile strada della crescita economica. L’anno migliore per l’economia italiana è stato il 2007 e per raggiungere quei livelli l’Italia deve lavorare 5 anni attivando una rigida campagna di liberalizzazioni, sburocratizzazione, legalità, istruzione e infrastrutture.


Sono parole forti quelle pronunciate dal presidente degli industriali e i dati statistici le danno ragione infatti l’Italia ha raggiunto dei livelli di burocrazia esagerati, la legalità, soprattutto al sud, è difficile da mantenere, la maggior parte delle strade comunali e provinciali sono in pessime condizioni e ancora, la Salerno-Reggio risulta essere un cantiere aperto infinito.

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