Ammortizzatori sociali al centro della riforma del lavoro

di Vito Verna Commenta

Senza un'adeguato tavolo di lavoro sul tema degli ammortizzatori sociali non ci potrebbe essere alcuna discussione sulla riforma del lavoro ne sulla, improbabile, abolizione dell'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Senza un’adeguato tavolo di lavoro sul tema degli ammortizzatori sociali non ci potrebbe essere alcuna discussione sulla riforma del lavoro ne sulla, improbabile, abolizione dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Questa la posizione, condivisa da tutti i leader sindacali italiani, di Luigi Angeletti, segretario generale dell’Unione Italiana Lavoratori, altrimenti conosciuta semplicemente come UIL, in merito alle trattative con il Governo Monti sul futuro mercato del lavoro.

Fortunatamente, almeno stando alle indiscrezioni lasciate trapelare nel corso dell’ultimo convegno dei lavoratori edili, tenutosi nella giornata di ieri, l’esecutivo sembrerebbe aver accolto, almeno in parte, le istanze presentate dalle tre principali sigle sindacali italiane avendo dato mandato, sia al Ministero dell’Economia e delle Finanze sia alla Ragioneria di Stato, di cercare, se non addirittura trovare, i fondi necessari alla modifica, nonché al sostentamento, dei futuri ammortizzatori sociali.

Questi ultimi, in base alle dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, ideatrice di una riforma del welfare che ha fatto e ancora molto farà discutere l’opinione pubblica, prevederanno, grazie ad un sistema assicurativo, finanziato dalla legge patrimoniale sul risparmio piuttosto che sui risparmi possibili grazie alla riforma previdenziale, l’estensione della cassa integrazione nonché dell’indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori italiani a partire dal 2017.

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