Nuova legge elettorale l’emendamento anti-Grillo

di G.V. Commenta

In commissione affari e finanza si continua a discutere della nuova legge elettorale. Tra le varie proposte una norma che va contro il movimento cinque stelle e la sua natura di essere un non partito.

Accantonata la lunga maratone delle primarie del centrosinistra, lo politica italiana al di là del “riscendo in campo” alla veneranda età di 76 anni di Berlusconi, sembra riportare la propria attenzione sulla tanto invocata riforma elettorale. Tra i primi a invitare tutti a questa estrema fatica è stato il Presidente della Repubblica, al quale Casini fa eco in questi giorni, incassata la vittoria di Bersani.

Intanto il movimento 5 stelle sornione e forte dei sondaggi sta a guardare, lontano dalla discussione mediatica. Oggi però viene tirato in ballo con un emendamento che vieterebbe la partecipazione alle elezioni politiche a tutti i movimenti o le organizzazioni partitiche che non abbiano uno statuto. Il movimento 5 stelle prevede un non statuto, dove non si fissa una sede fisica del partito essendo questa la community del blog www.beppegrillo.it e si definisce come una non associazione quindi un qualcosa che nasce prettamente in rete.

► PROGRAMMA ELETTORALE BEPPE GRILLO 2012 

Questo potrebbe essere un cavillo utile ad escludere il Movimento di Grillo, per la gioia di tutti i politicanti in quanto l’emendamento rappresenta un espressione bipartisan promosso da Enzo Bianco (PD) e Lucio Malan (PDL). Dal blog Grillo denuncia questa proposta fatta alla commissione affari costituzionali ma ribadisce il suo appuntamento alla classe politica attuale con il suo “ci vediamo in Parlamento”.

In commissione viene valutato anche il tetto alle spese per le campagne elettorali. Infatti si è proposto che ogni candidato non potrà spendere più di 80 mila euro. Se ci saranno le preferenze, invece se resteranno le liste bloccate il tetto sarà di 40 mila euro. In caso di sforamento del tetto superiore a 1/3 potrà essere, addirittura, revocato il seggio o sanzione pecuniaria.

IL PREMIER MONTI E LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

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