Grillo contro Floris, Gabanelli e Rodotà

Sono settimane movimentate, più del solito, per quanto riguarda Beppe Grillo e il Movimento a Cinque Stelle. Questa volta, però, non si tratta di una qualche campagna pro o contro un determinato privilegio o iniziativa simile, ma si tratta, a quanto pare, di una reazione al risultato elettorale della tornata di comunali e delle scorie che più o meno da tutti i Comuni che sono andati al voto in giro per il  nostro Paese hanno investito la sede centrale e l’organigramma tutto del Movimento a Cinque Stelle.

Rodotà sulle comunali e la sconfitta di Grillo

Il più importante appuntamento politico delle ultime settimane è stato senza ombre di dubbio la tornata di elezioni comunali su e giù per il nostro Paese. In alcuni casi si è concluso nel fine settimana scorso, in altri, come per esempio nella capitale, vivrà la partita definitiva tra meno di quindici giorni nel ballottaggio. In ogni caso, ballottaggi o meno, si possono tirare le fila per un’analisi generale del voto alle comunali, delle ragioni alla base dei risultati e anche delle conseguenze che i voti locali possono avere sul piano nazionale.

Napolitano bis. Rieletto “Re Giorgio” tra le proteste

 Si concludono le procedure per l’elezione del Presidente della Repubblica, alla sesta votazione viene eletto nuovamente Giorgio Napolitano alla veneranda età di ottantotto anni. Verso le quindici di oggi pomeriggio, il Presidente della Repubblica uscente aveva dato la sua disponibilità ad una nuova candidatura nonostante nelle settimane scorse era stato categorico nel rifiutare qualsiasi tipo di Napolitano Bis invece oggi dopo essersi confrontato con il Partito Democratico, il Popolo della Libertà e la lista civica per Monti ha convenuto nell’accettare un suo ritorno al Colle.

(leggi anche … Napolitano Bis)

Quirinale, terzo scrutinio a vuoto

Ancora un nulla di fatto nelle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica (leggi anche: Stop a Marini: fumata nera al primo turno). Anche il terzo scrutinio si è concluso con una fumata nera e, adesso, la svolta può avvenire nel pomeriggio. E non perché siano maturati i tempi o sia visibile una via di uscita concreta di fronte alla paralisi in cui le forze politiche del nostro Parlamento si sono ritrovate, quanto piuttosto per il cambiamento nelle regole di votazione. Dal quarto scrutinio, infatti, vale a dire da quello di oggi pomeriggio, non sarà più necessaria la maggioranza composta pari ai due terzi degli aventi diritto al voto, ma basterà una maggioranza semplice, cioè il classico 50% più uno.

Prodi al Quirinale con i voti di PD e M5S

La partita per il Quirinale è ancora tutta da giocare. Forse non sarà ancora molto lunga ma lo strascico del tira e olla delle ultime ore rappresenterà per qualcuno un boccone molto amaro da mandar giù nei prossimi mesi. Il tira e molla cui stiamo facendo riferimento non è quello, assai più accettabile, che ha caratterizzato le ore precedenti all’inizio delle operazioni di voti con le candidature prima di Giuliano Amato (leggi: Amato in pole per il Quirinale) e poi di Franco Marini. Ci riferiamo piuttosto alle ultimissime evoluzioni.

Stop a Marini: fumata nera al primo turno

Il primo colpo non è andato in porto. E’ stato sparato, ma sparato a salve potremmo dire con una metafora perché Franco Marini ha preso tantissimi voti, ma non in misura sufficiente all’elezione al primo turno. E’ sempre utile ribadire, anche se in potentissima sintesi, il regolamento che c’è alla base delle elezioni per il Quirinale: per essere eletto ai primi tre turni è necessaria una maggioranza composta pari, nella fattispecie, ai due terzi del totale (deputati, senatori e grandi elettori di nomina regionale). Dalla quarta votazione è sufficiente una maggioranza semplice, vale a dire il 50% più uno.

La Gabanelli si ritira Stefano Rodotà sarà il candidato M5S

 Come aveva già fatto intendere ieri Milena Gabanelli, ha ufficializzato la sua scelta di non voler partecipare alla corsa verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica ma restare a svolgere il suo ruolo di giornalista d’inchiesta a Report. Così Beppe Grillo e tutto il movimento cinque stelle si è preoccupato di informare di questa scelta il secondo votato nelle quirinarie, cioè Gino Strada che ha anche egli espresso una chiara rinuncia alla candidatura.

M5S voterà Milena Gabanelli Presidente della Repubblica

 Dopo le votazioni sui dieci nomi, diventati nove dopo il ritiro dello stesso Grillo dalla possibile candidatura al Quirinale, oggi è venuto fuori il verdetto, il M5S voterà in Parlamento alle prime consultazioni per l’elezione del nuovo capo dello stato la giornalista Milena Gabanelli, questo è il nome espresso dalle votazione interne al movimento cinque stelle. La Gabanelli alla notizia, ha reagito con emozione per essere stata scelta e quindi premiata per il suo operato ma del resto ha fatto già intendere che forse sarebbe meglio se continuasse a fare la giornalista.

Elezione capo dello stato. I dieci nomi del M5S

 Quasi 50.000 iscritti al portale del movimento cinque stelle hanno dato vita alla prima votazione online per la scelta dei 10 possibili candidati alla Presidenza della Repubblica. Lunedì invece verrà solto il secondo turno di votazione per scegliere uno dei dieci papabili da presentare e votare in Parlamento. La lista dei possibili presidenti della Repubblica secondo il movimento cinque stelle è la seguente: Emma Bonino, Giancarlo Caselli, Dario Fo, Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Gino Strada, Milena Gabanelli, Beppe Grillo, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi.

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