L’Unione Europea conferma il giudizio sull’Italia

Il serio programma di risanamento delle finanze, così è stato definito da più fronti,  il decreto legge 13 agosto 2011 n° 138, messo in piedi dal governo italiano per cercare di ottenere il pareggio di bilancio nel 2013, obiettivo dichiarato tutt’altro che ambizioso e facilmente realizzabile, non ha consentito al nostro Paese di non venir declassato prima da Standard&Poor’s e poi da Moody’s.

MOODY’S HA DECLASSATO L’ITALIA

I conti pubblici italiani sono più sicuri di quelli spagnoli

Se si guarda la tabella dell’Fmi, l’Italia è uno dei pochi paesi che ha l’avanzo primario di bilancio pubblico, un elemento che contribuisce alla discesa del nostro debito. Un avanzo primario che continua a crescere. Il ragionamento sulla riduzione del debito pubblico va fatto in questo modo, abbiamo poi la garanzia che ci viene dall’introduzione del vincolo del pareggio del bilancio. Noi siamo sulla strada giusta, non sono numeri nostri ma del Fondo”.

Ddl Intercettazioni all’esame delle Camere

Si preannunciano tempi duri, per i Parlamentari, impegnati come sono, in queste ore ed in questi giorni, a discutere del ddl Intercettazioni che, finalmente, giunge all’esame definitivo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Il Pd, infatti, come dichiarato dal capogruppo alla Camera Dario Franceschini, avrebbe tutte le intenzioni di opporsi, in ogni maniera legalmente possibile, all’approvazione di una legge considerata una vera e propria porcheria e per la quale l’opposizione avrebbe presentato oltre 400 emendamenti.

DDL INTERCETTAZIONI RINVIATO A SETTEMBRE

Fitch vede al ribasso il PIL italiano

La situazione, per l’Italia, è decisamente sempre più drammatica. Fitch, infatti, come tutte le principali agenzie di rating mondiali, ha tagliato il Bel Paese.

Secondo i dati diffusi grazie all’ultimo Global Economic Outlook, infatti, il PIL dell’Italia, nel 2012, crescerà soltanto dello 0,2% e non già dell’1% così come previsto dal precedente rapporto diffuso da Fitch.

MOODY’S GIUDICA L’ITALIA

La verità di Valter Lavitola

Valter Lavitola, in collegamento con lo studio del programma televisivo Bersaglio Mobile, condotto da Enrico Mentana su LA 7, avrebbe voluto definitivamente raccontare la propria verità, in diretta nazionale, per venire finalmente scagionato da tutte le accuse che, sin da quando è emerso il suo collegamento con i coniugi Tarantini, colpevoli di aver estorto al Premier Silvio Berlusconi una somma di denaro pari a 500.000 euro (per tacere la propria conoscenza di alcuni fatti scabrosi che avrebbero visto protagonista il primo ministro e alcune discutibili escort), pendono su di lui e lo avrebbero costretto a rifugiarsi in una località sconosciuta del Sud America per sfuggire dall’ordine di custodia cautelare emesso nei suoi confronti il 1 settembre 2011.

Come diventare massone

In questi giorni, a causa del coinvolgimento di Valter Lavitola nei fatti che hanno portato all’arresto di Gianpaolo Tarantini e moglie con l’accusa di estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si fa un gran parlare della massoneria e delle logge massoniche a causa del fatto che Lavito proprio ad una loggia massonica romana appartenesse.

Questo fatto, ormai, non sconvolge più nessuno giacché, grazie agli eventi di cronaca di questi ultimi anni, molti hanno cominciato ad apprezzare la massoneria e a non vederla più come un insieme di sette oscure e segrete il cui scopo sarebbe quello di rovesciare il mondo, bensì per quello che è realmente: l’evoluzione naturale delle associazioni di mutuo soccorso tra gli artigiani muratori.

Politica fiscale

L’espressione “politica fiscale” identifica, solitamente, tutte quelle leggi, provvedimenti, strumenti, norme e regolamenti che il governo racchiude nelle cosiddette manovre finanziarie o nei documenti di programmazione economica e finanziaria, grazie alle quali uno Stato cerca di gestire, nella maniera più ottimale, il delicato rapporto tra le proprie uscite (come, per esempio, la spesa pubblica per la fornitura di beni e servizi ai cittadini) e le proprie entrate (come, per esempio, tasse, imposte e tributi) così da comporre un bilancio che, piuttosto che essere in disavanzo, sia in pareggio o addirittura in avanzo.

Macroeconomicamente parlando, giacché di provvedimenti in grado di smuovere le variabili macroeconomiche ci stiamo occupando, possiamo affermare che le politiche fiscali di qualunque Stato possono essere di carattere espansivo oppure ancora restrittivo.

Sistema elettorale proporzionale

Al sistema elettorale maggioritario si contrappone, solitamente, il sistema elettorale proporzionale.

Introdotto ai primi del Novecento in Belgio, soprattutto a causa della spinta dei grandi partiti di massa (socialista e centrista in particolare), è considerato il sistema più equo poiché consente la suddivisione esatta dei seggi disponibili tra le varie liste presentatisi alle elezioni in modo proporzionale ai voti ottenuti. Garantisce, secondo gli analisti, rappresentatività e democraticità giacché la suddivisione del Parlamento ricalca in maniera pressoché identica la frammentazione del Paese.

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