Evasione paradisi fiscali indagine Fisco

Nei giorni scorsi è partita una nuova indagine condotta e portata avanti da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, con lo scopo di recuperare grosse somme di denaro trovate nei cosiddetti paradisi fiscali all’estero, rubate praticamente dalle tasche degli italiani.

Sono oltre 2.000 i contribuenti italiani interessati da questa nuova offensiva della GdF contro l’evasione fiscale, che avrebbero trasferito nel periodo 2007-2008 qualcosa come oltre 2 miliardi di euro all’estero, evadendo le tasse.

Illegittimo controllare PC dipendenti tramite software

Il problema dell’accesso a Internet da parte dei dipendenti di un’azienda è sempre uno dei principali, soprattutto negli ultimi anni dove ormai la banda larga è diventata uno standard.

Una sentenza della Cassazione però, la numero 4375, ha stabilito che è vietato installare programmi di controllo sui computer dei dipendenti, per controllare cosa fanno durante l’orario di lavoro su Internet.

La Suprema Corte ha dovuto pronunciarsi su un caso di una società che aveva licenziato addirittura 2 volte una dipendente per aver usato internet per scopi personali.

Legge Maccanico 249/97 Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

In materia di norme dell’assetto radio televisivo vi abbiamo già parlato in precedenza della Legge Mammì del 90 e della Legge Gasparri del 2004, ma per completare il quadro bisogna anche discutere della Legge Maccanico del 1997.

La legge 249 del 31 luglio del 97 “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivo” prevedeva l’istituzione di una nuova Autority indipendente, denominata Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 1 c. 1).

Fastweb e Telecom Italia rischio commissariamento

Il polverone sollevatosi nelle scorse ore riguardante la frode fiscale operata da Fastweb e Telecom Italia Sparkle non sembra voler calmarsi.

Il Giudice per le Indagini Preliminari Aldo Morgigni ha definito questo evento come una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale.

Ricordiamo che per la vicenda sono state emesse 56 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, e tra le persone coinvolte spicca anche l’ex Ad di Fastweb, Silvio Scaglia.

Google serio pericolo per il web in Italia

Sta facendo il giro del mondo la condanna dei dirigenti di Google, accusati dal Tribunale di Milano per la pubblicazione su YouTube del famoso e triste video in cui alcuni ragazzi di una scuola torinese picchiavano ed insultavano un ragazzo down.

Come scritto sul blog ufficiale di BigG, questa sentenza rappresenta un grosso pericolo per il web in Italia (Serious threat to the web in Italy), in quanto non viene rispettata la normativa europea, la quale stabilisce che i siti di hosting come Google Video ed YouTube non possono essere in alcun modo ritenuti penalmente responsabili per i contenuti messi online dagli utenti.

Regolamento par condicio talk show rimane invariato

I talk show televisivi rimangono a rischio, infatti non è stato modificato il regolamento sulla par condicio varato dalla Vigilanza Rai.

In dettaglio, la norma che blocca gli approfondimenti sottoponendoli alle regole della comunicazione politica è rimasta invariata.

Durante la riunione della bicamerale, la maggioranza non si è dimostrata disponibile a modificare il testo.

Dirigenti Google condannati per pubblicazione video down

Arriva dal Tribunale di Milano una sentenza molto attesa in tutto il mondo perché potrebbe rappresentare realmente un importantissimo precedente in questo campo.

Il Tribunale lombardo ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione su Google video di un filmato in cui veniva insultato e picchiato un ragazzo down.

Come ricorderete il video fece molto scalpore, fu girato da quattro studenti nell’istituto tecnico Steiner di Torino e ci vollero quasi due mesi perché venne rimosso dalla rete.

Accusa di riciclaggio Fastweb e Telecom Italia

Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb e Babelgum, è tra i 56 nomi destinatari di ordinanza di custodia cautelare emessi dal Gip su richiesta della Procura distrettuale Antimafia di Roma, per quanto riguarda l’indagine internazione del ROS Carabinieri e della Guardia di Finanza contro il riciclaggio di denaro.

Scaglia al momento si trova all’estero per lavoro ma ha dato mandato ai suoi difensori di stabilire un interrogatorio in tempi brevi per chiarire la situazione.

Scaglia ha un passato in Omnitel, ed in Fastweb, che cedette a Swisscom per poi fondare Babelgum.

Verbale da annullare per violazione ex art. 202 CdS

Quello che vi proponiamo oggi è un caso molto simile a quello trattato qualche giorno, della multa illegittima se l’unica possibilità di pagamento era data dal bollettino postale.

Il Giudice di Pace di Palermo ha dichiarato illegittimo il verbale di contestazione impugnato dall’opponente, perché non rispettoso della normativa di riferimento ex art. 202 C.d.S.. Il verbale infatti prevedeva unicamente il pagamento in misura ridotta a mezzo di conto corrente postale, perciò va annullato.

Legge mondiale contro pirateria digitale ACTA

Sono comparse online nuove indiscrezioni per quanto riguarda la bozza di documento di ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement, proposta di accordo multilaterale portata avanti e promossa a partire dal 2007 da Stati Uniti, Unione Europea, Svizzera e Giappone a cui si sono poi aggiunti altri paesi nel corso degli anni.

Questa proposta ha lo scopo di tutelare il diritto d’autore su internet, colpendo l’ormai diffusissimo fenomeno della pirateria digitale.

Sanzione creatori gruppo Facebook contro bambini down

Purtroppo da Internet ogni tanto arrivano anche storie brutte come quella di ieri in Italia, dove su Facebook è nato un gruppo che incitava alla violenza contro i bambini down.

Come dichiarato da Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, un conto è la libertà di parola mentre un altro conto è usare un servizio di social network per scopi ignobili come questo.

Verso le ore 19 di ieri sera, a poche ore dall’apertura del gruppo, si contavano già 1.300 iscritti, ma questo numero è anche drogato da quelli che si iscrivevano per contestare il gruppo stesso.

Decreto protezione civile passa al Senato

Il decreto protezione civile ha ottenuto il via libera alla Camera, con 282 voti a favore, 246 contro ed un solo astenuto. I partiti che hanno votato sì sono stati Pdl e Lega, mentre contro hanno votato Pd, Idv, Udc e Api (partito di Rutelli).

I termini di conversione di questo testo hanno scadenza fissata nel 28 febbraio, e ora dovrà tornare al Senato per la terza lettura.

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