
Sono oltre 2.000 i contribuenti italiani interessati da questa nuova offensiva della GdF contro l’evasione fiscale, che avrebbero trasferito nel periodo 2007-2008 qualcosa come oltre 2 miliardi di euro all’estero, evadendo le tasse.

Sono oltre 2.000 i contribuenti italiani interessati da questa nuova offensiva della GdF contro l’evasione fiscale, che avrebbero trasferito nel periodo 2007-2008 qualcosa come oltre 2 miliardi di euro all’estero, evadendo le tasse.

Una sentenza della Cassazione però, la numero 4375, ha stabilito che è vietato installare programmi di controllo sui computer dei dipendenti, per controllare cosa fanno durante l’orario di lavoro su Internet.
La Suprema Corte ha dovuto pronunciarsi su un caso di una società che aveva licenziato addirittura 2 volte una dipendente per aver usato internet per scopi personali.

La legge 249 del 31 luglio del 97 “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivo” prevedeva l’istituzione di una nuova Autority indipendente, denominata Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 1 c. 1).

Il Giudice per le Indagini Preliminari Aldo Morgigni ha definito questo evento come una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale.
Ricordiamo che per la vicenda sono state emesse 56 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, e tra le persone coinvolte spicca anche l’ex Ad di Fastweb, Silvio Scaglia.

Come scritto sul blog ufficiale di BigG, questa sentenza rappresenta un grosso pericolo per il web in Italia (Serious threat to the web in Italy), in quanto non viene rispettata la normativa europea, la quale stabilisce che i siti di hosting come Google Video ed YouTube non possono essere in alcun modo ritenuti penalmente responsabili per i contenuti messi online dagli utenti.

In dettaglio, la norma che blocca gli approfondimenti sottoponendoli alle regole della comunicazione politica è rimasta invariata.
Durante la riunione della bicamerale, la maggioranza non si è dimostrata disponibile a modificare il testo.

Il Tribunale lombardo ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione su Google video di un filmato in cui veniva insultato e picchiato un ragazzo down.
Come ricorderete il video fece molto scalpore, fu girato da quattro studenti nell’istituto tecnico Steiner di Torino e ci vollero quasi due mesi perché venne rimosso dalla rete.

Scaglia al momento si trova all’estero per lavoro ma ha dato mandato ai suoi difensori di stabilire un interrogatorio in tempi brevi per chiarire la situazione.
Scaglia ha un passato in Omnitel, ed in Fastweb, che cedette a Swisscom per poi fondare Babelgum.

Il Giudice di Pace di Palermo ha dichiarato illegittimo il verbale di contestazione impugnato dall’opponente, perché non rispettoso della normativa di riferimento ex art. 202 C.d.S.. Il verbale infatti prevedeva unicamente il pagamento in misura ridotta a mezzo di conto corrente postale, perciò va annullato.

Questa proposta ha lo scopo di tutelare il diritto d’autore su internet, colpendo l’ormai diffusissimo fenomeno della pirateria digitale.

Come dichiarato da Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, un conto è la libertà di parola mentre un altro conto è usare un servizio di social network per scopi ignobili come questo.
Verso le ore 19 di ieri sera, a poche ore dall’apertura del gruppo, si contavano già 1.300 iscritti, ma questo numero è anche drogato da quelli che si iscrivevano per contestare il gruppo stesso.

I termini di conversione di questo testo hanno scadenza fissata nel 28 febbraio, e ora dovrà tornare al Senato per la terza lettura.