Bruxelles contro Berlusconi

Di nuovo da Bruxelles piovono accuse sul capo di Silvio Berlusconi. Non è la prima volta che gli organi comunitari intervengono apertamente nella politica italiana (leggi anche: Bruxelles contro l’Imu), e non è la prima volta che il bersaglio è il cavaliere. Questa volta le accuse riguardano la politica economica del precedente governo Pdl colpevole, secondo Bruxelles, di essere venuto meno agli impegni presi e di aver, di fatto, innescato la crisi in Italia e la salita dello spread.

I vescovi stanno con Monti

Al tavolo della campagna elettorale da ieri siede anche la Cei. Forse la Conferenza Episcopale Italiana e tutto ciò che rappresenta e si porta dietro già ci sedeva in maniera ufficiosa, ma con le parole di Bagnasco anche i vescovi sono pubblicamente scesi in campo. In potentissima sintesi potremmo dire che le parole chiave sono voto e continuità: voto nel senso si andare a votare, continuità nel senso di non sprecare gli sforzi del governo tecnico.

Elezioni 2013: Berlusconi al Memoriale della Shoah

Sortita imprevista del cavaliere Silvio Berlusconi che ieri, in piena campagna elettorale (leggi anche: Elezioni 2013: la campagna elettorale di Monti), e senza alcun preavviso, è piombato alla stazione Centrale di Milano per partecipare alle celebrazioni per la giornata della Memoria. Una visita privata e pubblica al tempo stesso: privata in quanto Berlusconi non era stato invitato e un suo intervento non faceva parte di nessun ordine del giorno. Pubblica nel senso che gli inviati di tutta la stampa nazionale erano ieri alla stazione di Milano.

Elezioni 2013: Monti a Milano

 

La presentazione dei capilista in Lombardia di Scelta Civica tenutasi ieri a Milano è diventata l’occasione per il premier dimissionario Mario Monti di fare il punto della situazione sulla propria posizione e le possibile alleanze. Potremmo dire, in potentissima sintesi,  che il professore ha ribadito alcuni punti chiave della propria attività politica, ha sottolineato l’equidistanza da Pd e Pdl, ha lanciato qualche stoccata ai leader avversari e si è fatto un giro a corso Buenos Aires.

Elezioni 2013: tutti contro Monti

Il tono dello scontro politico si fa ogni giorno più aspro e, come sempre accade in occasioni del genere, all’avvicinarsi delle elezioni si moltiplicano le frizioni. In questa campagna elettorale i contrasti sono all’ordine del giorno e presentano una trasversalità completa che, nei fatti, sdogana la logica del tutti contro tutti. Da qui la debolezza delle alleanze che sembrano essere salde più nei patti che nella coesione ideologica.

Elezioni 2013: lo scontro Monti-Casini

 Prime tensioni tra Monti e Casini. Il patto stipulato nelle settimane precedenti all’inizio della campagna elettorale tra il leader dell’Udc e il premier dimissionario vacilla già adesso, ben prima del risultato elettorale e ben prima anche dell’immediato post voto. Di fatti l’alleanza, se di alleanza vera e propria è a questo punto corretto parlare, secondo molti analisti sarà chiamata alla prova più dura proprio nella formazione dell’ipotetica coalizione di governo immediatamente dopo il responso delle urne.

Liste Pdl: la versione di Cosentino

La conferenza stampa di Nicola Cosentino si è tenuta ieri a Napoli in un albergo sul lungomare. Cosentino non si è sottratto né alle domande nè alla ressa di giornalisti (la conferenza è stata rimandata perché la sala prenotata conteneva un terzo degli addetti ai lavori). E’ apparso calmo e sicuro di sé e ha trasformato in uno show dai forti caratteri personali quella che potrebbe essere stata una delle sue ultime uscite in veste istituzionale.

Elezioni 2013: la campagna elettorale di Monti

La campagna elettorale del premier uscente Mario Monti ha avuto inizio. Gli ingredienti ci sono tutti: il tono più aggressivo del solito, la scelta di una cornice allusiva e la presa di distanza dagli altri contendenti. Da tutti, e da destra e da sinistra. C’è anche la volontà di presentarsi come figura lontana dagli schemi di partito che hanno caratterizzato la politica fino ad oggi, ma, secondo i detrattori, in fondo, la forza di abbandonare i vecchi schemi pubblicamente attaccati, al momento, non c’è.

Elezioni 2013: il Ppe vuole Monti

Il Ppe sta con Monti, non con Berlusconi. Le affermazioni sono di Joseph Daul, francese, presidente degli eurodeputati del Pdl che ieri, a margine di una conferenza stampa a Strasburgo ha dichiarato senza possibilità di fraintendimenti che il candidato del Ppe alle elezioni in Italia è Mario Monti (Ecco il simbolo della lista Monti al Senato “Scelta civica con Monti per l’Italia”). E ha ribadito la scarsa fiducia nei confronti del cavaliere annoverando tra le sue colpe la tendenza demagogica e antieuropea nonché il ruolo chiave nel crollo del governo Monti.

Luciano Moggi si candida nella lista di Stefania Craxi “Riformisti italiani” per il centrodestra

 Un’altra candidatura a sorpresa arriva tra le fila del centro-destra, Luciano Moggi svela la sua velleità politica candidandosi alla Camera dei Deputati nella lista dei Riformisti italiani creata dalla figlia di Bettino Craxi, Stefania Craxi. L’ex direttore generale della Juventus, l’uomo simbolo di Calciopoli scende in campo e viene candidato come capolista nel Piemonte, e il suo schieramento farà parte della coalizione del centro-destra PDL – Lega.

Alleanza Lega – Pdl: elezioni 2013

L’ufficialità dell’accordo tra Lega e Pdl passa attraverso le parole di Roberto Maroni che ha fatto una scelta che sembra più di convenienza che ideologica. O che almeno l’ha fatta passare come tale, dettata più che da un’adesione ideologica all’agenda politica del Pdl dalla convenienza del momento politico. In potentissima sintesi non sbagliamo se affermiamo che Maroni sta con Berlusconi perché non può farne a meno.

Berlusconi cerca l’intesa con la Lega per riconquistare il 40% del 2008

 Il cavaliere resta ottimista e in un’ ultima intervista telefonica al Tg5 racconta le sue convizioni e la sua strategia. L’allenza con la Lega resta imprescindibile anche se fino ad ora non c’è nulla ancora di ufficiale. L’obiettivo di Berlusconi è chiudere l’alleanza con il carroccio al più presto e puntare insieme a quel 40% che nel 2008 lo riconfermò premier dopo la breve parentesi di Prodi. Berlusconi è convinto di poter recuperare consensi anche se non nasconde un po’ di nervosismo per la salita in campo di Monti che in un certo qual modo toglierà molti voti al PDL.

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