Per uscire dalla crisi serve ottimismo

Sono le parole di Silvio Berlusconi pronunciate da Mosca, dove si trova per un incotro bilaterale tra Russia e Italia, che vanno a rinquorare le anime degli italiani risparmiatori.

La crisi finanziaria che sta colpendo il mondo è solo un diluvio che porterà poi il bel tempo dove la situazione sarà addirittura meglio di prima.

In Italia la crisi economica finisce prima

Arrivano parole rassicuranti da parte del presidente del consiglio Silvio Berlusconi intervenuto all’EUR per l’evento coldiretti a Roma.

Il premier ha affermato che è importante e doveroso sfruttare la simpatia che il mondo ha verso il marchio Made in Italy e di ampliare le esportazioni verso quei paesi che contano sempre di più nuovi ricchi e benestanti in grado di apprezzare i prodotti italiani come Cina e India.

Breve rinvio per il piano casa

Per rilanciare l’economia serve rilanciare l’edilizia, sono queste le parole di Silvio Berlusconi ai microfoni delle testate girnalistiche.

Il piano casa promosso dal governo berlusconi ha però subito un rallentamento a causa delle richieste delle regioni di un consulto poichè ancora, spiegano i vari presidenti di regione, non è ancora stata fatta molta chiarezza sul decreto legge in fase di realizzazione.

Aiuti per piccole imprese

Il senatore e ministro delle riforme Umberto Bossi in una intervista rilasciata all’uscita da Montecitorio chiede che vengano ascoltate le parole del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che durante una conferenza ha chiesto che il Governo vari un provvedimento per garantire soldi veri alle imprese italiane in grave crisi.

Obama promette di dimezzare il debito americano

E’ indubbio che il periodo storico scelto da Obama per diventare presidente degli Stati Uniti sia uno dei più difficili di tutta la storia, non solo americana ma mondiale. La crisi economica continua a dilagare e ogni tentativo di arrestare il suo corso sembra essere inutile. I consensi su Obama restano comunque alti, gli americani continuano a credere che il loro nuovo presidente sarà in grado di cambiare radicalmente la situazione, del resto è proprio lui che continua a ribadirlo.

Una delle sue peculiarità, infatti, è una forte fiducia in sè stesso e nelle sue capacità e soprattutto un grande ottimismo verso il futuro, alimentato dalla sua voglia di cambiare l’America e di migliorare la vita dei suoi cittadini.

Per fronteggiare la crisi, il governo ricorre alle regioni

In questo periodo di crisi abbiamo visto che anche le imprese italiane stanno subendo gravi danni soprattutto causati dal calo sostanziale dei consumi. Nel 2008 l’Italia ha registrato un raddoppio dei fallimenti soprattutto nell’area napoletana seguita dalla Lombardia.

Da questo dato si evince che a seguito di un fallimento vi è la forte probabilità di licenziamenti che producono inevitabilmente un danno alle casse dello stato che, come sappiamo, elargisce i cosiddetti ammortizzatori sociali.

Rutelli: Veltroni deve sfruttare l’occasione della crisi

Francesco Rutelli, leader della Margherita, intervistato da Francesco Verderami del Corriere, afferma di vedere il PD abbastanza impotente non in grado di sfruttare le molte occasioni che il governo gli sta proponendo.

Per la prima volta, dopo le elezioni, l’alleanza di governo capitanata da Silvio Berlusconi risulta essere in apparente difficoltà causata da alcuni battibecchi tra il leader della Lega Nord Umberto Bossi e PDL e da incomprensioni interne al Partito della Libertà.

Bonus per le famiglie

Per rilanciare i consumi, il decreto anti-crisi ha previsto un aiuto significativo per le famiglie in condizioni disagiate. In pratica, saranno erogati prevalentemente fra gennaio e febbraio alcuni fondi, totalmente a carico del bilancio dello Stato, di ammontare differenziato a seconda del beneficiario: si va dai 200 euro previsti per il pensionato ultrasessantacinquenne che vive da solo con un reddito annuo inferiore a 15.000 euro, ai 1.000 euro di bonus per la famiglia con reddito annuo inferiore a 35.000 euro e con un componente disabile.

È però necessario aver fruito di redditi di determinate categorie nel 2008 (per esempio, di lavoro dipendente) e non incorrere, allo stesso tempo, in nessuna delle cause di esclusione previste (i titolari di partita IVA, ad esempio, sono esclusi).

Piano Sacconi per il rilancio

In un momento di forte crisi economica globale come quello attuale, si moltiplicano gli sforzi di chi cerca di trovare il bandolo della matassa per ridare fiato alla nostra economia in difficoltà crescente. Di fronte ai consumi a picco, alla produzione in recessione tecnica ormai acclarata e alle borse in continua altalena, anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha cercato di indicare una strada per il rilancio del Paese, passando attraverso cinque strade complementari di grande importanza.

Innanzitutto, suggerisce Sacconi, occorre rafforzare la partnership internazionale per individuare soluzioni condivise dalle altre potenze economiche del pianeta. In questo senso, le dichiarazioni di principio del recente G20 a Washington sono di grande rilievo. In secondo luogo, è necessario operare per garantire la stabilità dei mercati finanziari e dei soggetti che vi operano, in un sistema di regole e di trasparenza. È poi indispensabile ridare ossigeno alle nostre imprese, garantendogli il ricorso alla liquidità in un periodo come questo in cui le banche sono estremamente restie a concedere prestiti.

Nuove misure contro la crisi finanziaria

Dopo le prime iniziative risalenti alla scorsa settimana, il Governo ha emanato un nuovo decreto-legge per apportare nuove e urgenti soluzioni alla crisi delle banche nel nostro Paese.

L’iniziativa è stata concordata nel vertice di Parigi di alcuni giorni fa (il secondo nel giro di una settimana) che ha visto riuniti i leader dei quindici Paesi europei aderenti all’euro. Le iniziative messe in campo, comunque, sono state concordate anche con i rappresentanti istituzionali anche degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, come ribadito appena lunedì 13 a Washington nell’incontro fra il nostro premier Silvio Berlusconi e il presidente americano George W. Bush.

Misure contro la crisi dei mercati

Giornata campale, quella di mercoledì 8, nella lotta alla gravissimi crisi dei mercati finanziari scatenata dai mutui subprime, che ormai sono in tanti a ritenere di livello pari a quella del ’29.

E mentre i governi sembrano voler proseguire autonomamente l’uno dall’altro, sono le principali banche centrali del mondo ad assumere iniziative congiunte.

Con una manovra senza precedenti concordata a livello planetario, la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve statunitense, gli omologhi organismi di Inghilterra, Canada, Svezia, Svizzera e Cina hanno tagliato i rispettivi tassi di interesse, con la speranza di ridare fiato alle banche: diminuendo i costi, infatti, esse saranno in condizioni migliori per richiedere prestiti alle banche centrali di riferimento e così fronteggiare la crisi di liquidità globale.

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