Zelensky insiste e chiede altre armi al G7: le ultime sul conflitto con la Russia

L’Ucraina non molla, ma rilancia verso il G7. Lunedì il presidente Volodymyr Zelensky ha esortato le nazioni del G7 a fornire gas e armi extra per aiutare l’Ucraina a sopravvivere a un inverno brutale, che minaccia di portare ulteriori sofferenze a milioni di persone nel paese devastato dalla guerra. Con la neve sul terreno e la rete energetica ucraina colpita dagli attacchi russi, molti si trovano ad affrontare temperature gelide senza elettricità o riscaldamento.

Zelensky

Problema forniture gas verso l’Europa, al palo fino alla revoca delle sanzioni per la Russia

Resta serio, in questa fase, il problema delle forniture gas. Il Cremlino afferma che le sanzioni occidentali hanno causato la decisione di interrompere i flussi di gas. In sostanza, le forniture di gas russo all’Europa non riprenderanno fino a quando le sanzioni occidentali contro Mosca non saranno revocate, ha affermato il Cremlino. Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, ha affermato lunedì che le sanzioni sono state l’unica ragione alla base della decisione della Russia di chiudere il gasdotto Nord Stream 1 (NS1). Mosca inizialmente ha detto che stava chiudendo il gasdotto, che fornisce gas all’Europa, per manutenzione.

forniture gas

Gli ultimi aggiornamenti sugli aiuti di Biden all’Ucraina contro la Russia

C’è fermento sul tipo di sostegno che Biden possa dare all’Ucraina contro la Russia. L’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha più di 100 giorni e, nonostante abbia fornito abbastanza aiuti militari statunitensi durante quel periodo per quasi raddoppiare il budget per la difesa di Kiev, l’amministrazione Biden rimane preoccupata di provocare la Russia in una guerra più ampia. Una posizione che ha frustrato molti a Washington e nell’Europa orientale.

Biden

Possibili segnali di stanchezza per Putin sul conflitto in Ucraina

La guerra in Ucraina non rappresenta un’occasione politica a lungo termine per Putin, almeno per quanto riguarda la percezione che i russi hanno del conflitto arrivati a quasi due mesi di bombardamenti. Andrey Kortunov, direttore generale del Consiglio per gli affari internazionali della Russia ed ex consigliere della commissione per le relazioni internazionali del parlamento russo, ha parlato al programma Today di Radio 4 su come il presidente Vladimir Putin potrebbe procedere con la guerra.

Putin

Più vicino il “compromesso” di Zelensky con la Russia sulla Crimea e sui territori separatisti

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskiy ha espresso la volontà di discutere le richieste della Russia a Kiev di riconoscere la Crimea annessa e i territori separatisti filo-Mosca in un’intervista con ABC News pubblicata martedì. “Penso che le voci riguardanti i territori temporaneamente occupati e le pseudo-repubbliche non riconosciute da nessuno tranne la Russia, possiamo discutere e trovare un compromesso su come vivranno questi territori”, ha detto Zelensky.

Zelensky

Gli ultimi aggiornamenti sul conflitto tra Russia e Ucraina: guerra più distante

Occorre tutta la prudenza del caso, come è logico che sia in circostanze del genere, ma ci sono nuovi elementi per valutare meno probabile il conflitto tra Russia e Ucraina. Questo mercoledì, infatti, la stessa Russia ha affermato che le esercitazioni militari nella Crimea annessa a Mosca sono terminate e che i soldati stanno tornando alle loro guarnigioni, il giorno dopo aver annunciato un primo ritiro delle truppe dai confini dell’Ucraina. Martedì alcune delle sue unità militari stavano tornando alle loro basi dopo esercitazioni vicino all’Ucraina e hanno deriso i ripetuti avvertimenti occidentali.

Russia

F-35 saranno le camere a scegliere

 La Camera oggi  ha approvato la mozione proposta dal governo riguardo la questione degli F-35. Il voto si è conclusco con 381 sì e 149 no. Invece è stata bocciata la mozione proposta in maniera congiunta da Sel e M5S. Il documento che è stato approvato dalla maggioranza impegna il governo a perseguire in sede europea politiche che vanno nella direzione della istituzione di una difese condivisa di tutti gli stati europei, una sorta di esercito unico dell’europa unita in un’ottica di condivisione delle spese militari. Inoltre, e non meno importante, è l’impegno che il governo ha preso nella discussione dell’acquisto o meno di ulteriori F-35, lasciando al Parlamento e quindi alla stessa maggioranza la scelta o meno di andare avanti con il programma militare.

A Mali Hollande invia l’esercito francese contro i terroristi islamici

 François Hollande annuncia in una conferenza stampa riunita in poco tempo all’Eliseo, l’inizio della controffensiva francese nei confronti di gruppi terroristici islamici. Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio di oggi ha affermato il presidente francese, precisando che questa azione militare rispetta totalmente il contenuto della risoluzione Onu sul Mali e quindi si sta agendo nel rispetto del diritto internazionale.

Riprende il conflitto arabo-israeliano a Gaza è nuovamente guerra

 Nuovi venti di guerra tra Israeliani e palestinesi. Tre persone sono morte a  Kiryat  Malachi a sud d’Israele. Queste sono le vittime dell’attacco palestinese in risposta all’uccisione avvenuta ieri pomeriggio di uno dei capi di Hamas Ahmed Al-Jabari, comandante delle brigate  al-Quassam, colpito da un missile mentre era a bordo della sua auto durante i continui raid israeliani lungo la striscia di Gaza che ad ora hanno causato 13 vittime e un centinaio di feriti.

Petrolio iracheno alle compagnie straniere

E’ di oggi la notizia che conferma alcune suppozioni insorte da molti sulla motivazione che ha portato gli Stati Uniti e gli stati alleati ad invadere l’Iraq e far cadere la dittatura del sunnita Saddam Hussein.

Il 29 e 30 Giugno infatti il governo iracheno concederà le licenze alle compagnie petrolifere estere per lo sfruttamento dei giacimenti per i prossimi 20 anni.

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