Il contratto a tempo indeterminato è un miraggio

di Vito Verna Commenta

Letteralmente irraggiungibile. Questo è quanto si potrebbe definitivamente affermare sul contratto di lavoro a tempo indeterminato giacché quest'ultimo sarebbe ormai prerogativa di soli due dipendenti su ben dieci lavoratori direttamente assunti.

Il contratto a tempo indeterminato è un miraggio

Letteralmente irraggiungibile.

LA FINE DELLO STATO SOCIALE

Questo è quanto si potrebbe definitivamente affermare sul contratto di lavoro a tempo indeterminato giacché quest’ultimo, stando ai dati recentemente diffusi da Unioncamere grazie alla collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attualmente presieduto dal Ministro Elsa Fornero, sarebbe ormai prerogativa di soli due dipendenti su ben dieci lavoratori direttamente assunti

RECORD FALLIMENTI PMI NEL 2011

Il dato, dunque, non solo potrebbe far smettere di sperare moltissimi giovani italiani, ormai costretti ad accettare, con sempre maggior frequenza, impieghi purtroppo di ripiego, bensì, oltretutto, non terrebbe purtroppo conto della reale situazione di disagio che moltissimi italiani sarebbero ormai costantemente costretti a sopportare.

RECORD DISOCCUPATI FEBBRAIO 2012

Il bollettino diffuso da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che avrebbe elaborato i dati relativi alle possibili e presunte assunzioni effettuate nel periodo compreso tra i primi giorni di luglio 2012 e gli ultimi giorni di settembre 2012, non avrebbe infatti preso in considerazione le assunzioni stagionali che come ogni anno, con la scusa dell’aumentato carico di lavoro, contribuiranno ad aumentare il carico di precarietà sulle spalle di molti giovanissimi italiani.

Cresceranno invece, e non di poco, le assunzioni atipiche (oltre 20.000, nel periodo di tempo preso in analisi, saranno infatti le assunzioni di lavoratori a partita IVA, lavoratori occasionali e altri non dipendenti) e, purtroppo, le assunzioni di non più giovanissimi giacché, stando alle previsioni, solamente il 30% dei futuri assunti potrà dire di avere meno di 29 anni di età.

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