Lettera all’Europa in materia di licenziamenti

di Vito Verna 1

La lettera d'intenti presentata all'Unione Europea cerca di tirare le somme del mercato del lavoro.

In questi ultimissimi giorni è stata presentata, dal governo italiano, una lettere d’intenti, rivolta all’intera Unione Europea, grazie alla quale rendere partecipi i Paesi membri della reale situazione di disagio vissuta dall’Italia, dei provvedimenti già adottati per la risoluzione dei più gravi problemi e per quelli che, dovessero rendersi necessari, saranno a breve presentati così da ottenere il plauso ed il sostegno dell’intera zona euro e, dunque, riceverne, ove servissero, anche aiuti finanziari che soprassiedano la speculazione in atto sul mercati mondiali, nel confronti del nostro Paese, a causa della continuo donwgrade cui è stato sottoposto nell’ultimo mese.

L’ITALIA HA PERSO LA FIDUCIA

La lettera di cui sopra, però, nonostante abbia ricevuto l’immediato beneplacito dell’Unione Europea, rassicurata dagli strumenti di attuale o futura applicazione approntati dall’Esecutivo italiano per far fronte, definitivamente, al problema della crisi da debito sovrano nonché a quello, più spinoso e storico, del debito pubblico italiano, una volta giunta alla conoscenza dell’opinione pubblica del Bel Paese ha scatenato le ire dei rappresentati dell’opposizione e dei sindacati.

Il motivo è da ricercarsi nel fatto che il documento presentato all’UE, che prevede soprattutto manovre di politica fiscale restrittiva, alleggerisce, ancor più di quanto non avesse già fatto il decreto legge 13 agosto 2011 n° 138, la direttiva italiana in materia di tutela dei lavoratori, rendendo, di fatto, licenziabile qualsiasi lavoratore italiano in qualsiasi momento.

EFFICIENTAMENTO DEL MERCATO DEL LAVORO

All’interno del 4° capitolo della suddetta lettera, infatti, significativamente intitolato “Efficientamento del mercato del lavoro”, è stato introdotta, all’ultimo momento e dopo l’ennesima revisione, la possibilità per il datore di lavoro, in qualsiasi periodo dell’anno e senza alcuna giustificazione, di licenziare qualsiasi dipendente  per motivi di ristrettezze economiche.

In particolare si afferma, al punto 2 del suddetto capitolo che “entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”.

Da tutto ciò si evince come, sebbene vi sia il desiderio del governo di sanare la situazione mettendo ordine all’interno della normativa inerente il mercato del lavoro, per esempio cercando di favorire, definitivamente l’assunzione di personale di sesso femminile o di giovane età (problema del quale ci siamo occupati nel nostro articolo intitolato “Sotto occupazione è il problema italiano“), per i lavoratori italiani, potrebbero avvicinarsi tempi decisamente bui.

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