
La Cassazione ha stabilito che la multa deve essere fatta anche all’automobilista che ha attraversato col giallo, se mentre attraversa l’incrocio diventa rosso.

La Cassazione ha stabilito che la multa deve essere fatta anche all’automobilista che ha attraversato col giallo, se mentre attraversa l’incrocio diventa rosso.
Ora anche il Parlamento italiano sembra essere tutto sommato dell’idea dell’Aci, che è già da molto tempo che propone questa linea.
Enrico Gelpi, presidente dell’Automobile Club d’Italia (l’Aci appunto), in occasione della 65a Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata dall’ACI a Riva del Garda (TN), ha ribadito la necessità di un CdS europeo.

In Lombardia infatti già da qualche anno è stata tolta la tassa di proprietà per le auto di interesse storico certificate al raggiungimento dei 20 anni di età, ed ora viene introdotta una norma che esclude le auto storiche dalle limitazioni per la circolazione.

Il fatto è nato dopo che un camionista aveva provocato la morte di un bambino di 9 anni non rispettando le norme di comune prudenza.
La Suprema Corte ha richiamato l’obbligo imposto dall’art. 102, comma 3, Codice della Strada (vecchio codice, attuale art. 141, comma 4) ed ha confermato la condanna per omicidio all’uomo alla guida del camion, sebbene lui abbia sostenuto di aver rispettato tutte le norme del Codice della Strada.

Attilio Befera, direttore delle Entrate, ha dichiarato che anche se si tratta di un primo piccolo passo, è segno che qualcosa si sta muovendo, lasciando intravedere per il futuro numeri ancora migliori.

Come spiegato da Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, se una persona vuole integrarsi nel paese deve dimostrarlo e proprio a tale scopo l’immigrato dovrà ottenere i punti necessari per guadagnarsi il permesso di soggiorno.
Per ottenere il permesso l’immigrato dovrà sottoscrivere l’accordo per l’integrazione, il quale prevede una serie di obblighi e di adempimenti che dovrà portare a termine.

E’ arrivato proprio poche ore fa il sì della Commissione Lavori pubblici del Senato al Decreto, che ha subito alcune modifiche sostanziali durante l’iter di approvazione.
Questi cambiamenti sono arrivati grazie soprattutto ad un dialogo costruttivo tra il governo e l’opposizione. In tal senso il Decreto Romani svolge il compito iniziale di recepire la direttiva europea in tema di regolamentazione di Internet e della tv.

I voti favorevoli sono stati 316, i contrari 239 e gli astenuti 40. Subito dopo aver saputo il risultato del voto, in aula si è scatenato un putiferio, con lanci di palline di carta, urla, insulti, proteste e quant’altro, senza dimenticare i soliti cartelli di protesta.
Questo provvedimento ponte rimarrà in vigore per un massimo di 18 mesi, fino all’approvazione del Lodo Alfano bis per via costituzionale.
Come ricordato dallo stesso ministro, la delega ha scadenza a metà febbraio per la localizzazione delle aree e per lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

E’ da pochi minuti iniziato alla Camera il dibattimento sulla legge, mentre oggi pomeriggio sarà effettuato il voto finale, con le dichiarazioni di voto che saranno trasmesse in diretta televisiva a partire dalle ore 17.

Tra i provvedimenti del DL ce ne sarebbe uno che attribuisce all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il potere di interrompere la ricezione di servizi online provenienti dall’estero. Inoltre Romani vorrebbe anche introdurre un sistema di notifica via SMS ai genitori, che saranno avvisati quando i figli entrano in siti considerati pericolosi.

In realtà, la storia d’Italia è piena di progetti analoghi raramente coronati da successo, e proprio per evitare di cadere nei vecchi errori Scajola non ha fretta di concludere il suo lavoro e attende che i tecnici del ministero terminino di definire i dettagli.