Non si arresta in alcun modo il conflitto tra Russia ed Ucraina. Già, perché gli ultimi aggiornamenti che arrivano in queste ore evidenziano come i bombardamenti siano ripresi con una certa intensità su entrambi i fronti, stando alle notizie raccolte oggi.
Non ci sarà pace o tregua in Ucraina, in occasione della Pasqua ortodossa, stando agli aggiornamenti venuti a galla oggi 11 aprile. La speranza che in tanti avevano in giro per il mondo, affinché ci si potesse fermare anche temporaneamente con un conflitto che ormai si trascina da oltre tredici mesi, allo stato attuale non sembra avere alcun fondamento, al punto che l’idea pare essere stata cestinata ancor prima di venire valutata in modo più attento.
Arriva in queste ore la notizia di una potenziale svolta per la guerra tra Russia ed Ucraina. A quanto pare, infatti, il leader cinese Xi Jinping ha in programma di parlare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per la prima volta dall’invasione russa dell’Ucraina, secondo quanto riportato lunedì dal Wall Street Journal.
Il giornale, citando persone che hanno familiarità con la questione, ha affermato che la chiamata probabilmente avrà luogo dopo la visita di Xi a Mosca la prossima settimana per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.
Arrivano le prime reazioni alla decisione di Macron di invitare a Parigi il leader politico ucraino, Zelensky. Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni giovedì 9 febbraio ha criticato come “inappropriata” la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di invitare il leader ucraino Volodymyr Zelensky a Parigi prima di un vertice UE a Bruxelles. A margine del vertice, a Meloni è stato chiesto se un viaggio dei ministri francese e tedesco all’inizio di questa settimana a Washington per discutere dei sussidi verdi statunitensi fosse inappropriato.
Non sono notizie incoraggianti, quelle che arrivano dal Brasile sui sostenitori di Bolsonaro, vista l’imponente mole di arresti che abbiamo avuto modo di registrare in queste ore. Le autorità di polizia brasiliane hanno terminato questo lunedì il definitivo sollevamento dell’ultima ridotta del campo allestito poco più di due mesi fa dai sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro alle porte del quartier generale dell’Esercito a Brasilia, con l’ultimo arresto di 1.200 persone.
L’Ucraina non molla, ma rilancia verso il G7. Lunedì il presidente Volodymyr Zelensky ha esortato le nazioni del G7 a fornire gas e armi extra per aiutare l’Ucraina a sopravvivere a un inverno brutale, che minaccia di portare ulteriori sofferenze a milioni di persone nel paese devastato dalla guerra. Con la neve sul terreno e la rete energetica ucraina colpita dagli attacchi russi, molti si trovano ad affrontare temperature gelide senza elettricità o riscaldamento.
Si parla con insistenza di una possibile “bomba sporca” preparata dall’Ucraina per la Russia. L’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite afferma che questa settimana effettuerà una “verifica indipendente” delle accuse russe sulla produzione di una bomba sporca in Ucraina. Gli ispettori dell’AIEA condurranno il loro lavoro in due località in Ucraina, ha dichiarato il 27 ottobre il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) Rafael Grossi.
Importante svolta sul tema guerra, considerando il fatto che di recente gli USA hanno promesso all’Ucraina “sistemi di difesa aerea”, in seguito gli attacchi missilistici russi. Il rischio di escalation del conflitto inizia ad essere concreto, al punto da dover prendere in esame tutte le ultime novità.
Resta serio, in questa fase, il problema delle forniture gas. Il Cremlino afferma che le sanzioni occidentali hanno causato la decisione di interrompere i flussi di gas. In sostanza, le forniture di gas russo all’Europa non riprenderanno fino a quando le sanzioni occidentali contro Mosca non saranno revocate, ha affermato il Cremlino. Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, ha affermato lunedì che le sanzioni sono state l’unica ragione alla base della decisione della Russia di chiudere il gasdotto Nord Stream 1 (NS1). Mosca inizialmente ha detto che stava chiudendo il gasdotto, che fornisce gas all’Europa, per manutenzione.
Non arrivano buone notizie, per quanto riguarda gli equilibri politici e diplomatici tra Russia e USA, soprattutto per quanto concerne la questione delle armi nucleari. La Russia ha dichiarato lunedì agli Stati Uniti che non consentirà per il momento l’ispezione delle sue armi ai sensi del trattato START sul controllo degli armamenti nucleari a causa delle restrizioni di viaggio imposte da Washington e dai suoi alleati.
In tanti si chiedono in queste ore quali saranno i prossimi risvolti per la politica italiana, dopo le dimissioni di Draghi respinte da Matterella. Come tutti sanno, infatti, giovedì il presidente italiano Sergio Mattarella ha respinto l’offerta di Mario Draghi di dimettersi dalla carica di primo ministro nel tentativo di scongiurare una crisi politica che sconvolgerebbe i mercati finanziari e potrebbe portare alle elezioni in autunno.
C’è fermento sul tipo di sostegno che Biden possa dare all’Ucraina contro la Russia. L’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha più di 100 giorni e, nonostante abbia fornito abbastanza aiuti militari statunitensi durante quel periodo per quasi raddoppiare il budget per la difesa di Kiev, l’amministrazione Biden rimane preoccupata di provocare la Russia in una guerra più ampia. Una posizione che ha frustrato molti a Washington e nell’Europa orientale.