Mario Monti annuncia l’approvazione della manovra salva-Italia

Nel tardo pomeriggio di ieri, come ormai molti sapranno, la cosiddetta manovra salva-Italia, definizione coniata dallo stesso Esecutivo il cui scopo, in questo modo, è stato quello di segnalare la distanza dai precedenti governi, emanatori di manovre salva qualcosa ma mai efficaci al 100%, è stata approvata con grande compiacenza sia delle forze istituzionali europee sia dei mercati che stamane, in apertura, hanno decisamente brillato riducendo la distanza tra BTP e Bund.

Proposte concrete per uscire dalla crisi

Fra qualche giorno, precisamente venerdì 9 dicembre 2011, si terrà il summit delle nazioni aderenti l’Unione Europea le quali, secondo le indiscrezioni, dovrebbero elaborare le più idonee strategie affinché l’Europa possa, senza traumi a carico di nessuno dei Paesi membri, uscire dalla crisi da debito sovrano efficacemente e velocemente recuperando, ove possibile, quei fondamentali che, a loro tempo, fecero propendere per la creazione di un’Europa unita che potesse conquistare un ruolo di fondamentale importanza nel consesso internazionale ponendosi quale punto di riferimento globale.

MARIO DRAGHI SULLA CRISI DELL’EUROZONA

Dieci giorni per salvare l’Euro

Si terrà il 9 dicembre il vertice dei capi di Stati e di Governo dei 27 paesi dell’Unione Europea, mancano quindi soltanto 10 giorni a quest’appuntamento che a questo punto ha assunto un’importanza strategica non solo per i paesi in crisi, infatti in questi giorni sul banco degli imputati è salito tutto il “sistema Euro”.

Piano tedesco di uscita dall’euro

Quando si diventa, per caso, fortuna, impegno o dedizione, una delle più importanti economie europee o mondiali, scendere a patti o compromessi, al fine di aiutare i più deboli, non è certamente facile.

Si vorrebbe, infatti, mantenere, il più a lungo possibile, il prestigio, l’onore ed il rispetto ottenuti in tanti anni di faticoso lavoro, si vorrebbe, orgogliosamente ed egoisticamente, conservare lo scettro, si vorrebbe, soprattutto, non venir trascinati in basso per un’idea, quella degli Stati Uniti d’Europa, in cui forse nessuno ha mai veramente creduto e che oggi, a causa delle tragiche vicende politico-finanziarie interne e sovranazionali, scricchiola pericolosamente.

Il mondo si prepara alla fine dell’euro

Il Governo Monti, insediatosi a Palazzo Chigi solamente da 2 settimane, appare già, se confrontato con l’ultimo anno del IV guidato da Silvio Berlusconi, decisamente più solido e più convincente, avendo, per esempio, presentato un programma politico, degno di questo nome, che del consolidamento fiscale, delle misure relative alla crescita e di una più diffusa equità sociale, come ricordato più volte anche da Olli Rehn, attuale vicepresidente della Commissione dell’Unione Europea con delega agli Affari Economici e Monetari, fa i propri punti cardine per rilanciare l’Italia e, congiuntamente, il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.

Resoconto del vertice con Merkel e Sarkozy

Si è tenuto ieri a Strasburgo il tanto atteso incontro tra il neo Presidente del Consiglio Mario Monti, la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente francese Nicolas Sarkozy in occasione di un vertice trilaterale Germania-Francia-Italia di preparazione al prossimo Consiglio d’Europa previsto per dicembre in cui si dovrà discutere e riesaminare la situazione economica generale.

Il destino dell’Euro

Gli analisti della banca svizzera Crèdit Suisse parlano senza mezzi termini della fine dell’Euro, almeno per come lo abbiamo conosciuto in questi anni.
L’Euro è la moneta unica dei Paesi dell’Unione Europea, e viene utilizzata da oltre 300 milioni di cittadini europei.

Giornata nera per le borse europee

La Borsa di Milano continua a perdere terreno, e anche oggi ha chiuso in rosso segnando un bel -2,59%, ma la notizia del giorno è senza dubbio quella relativa al flop dei titoli di stato tedeschi, proprio quei famosi bund che sono diventati l’incubo degli italiani.

Cosa sono gli Eurobond?

Gli italiani hanno imparato a familiarizzare con termini che fino a poco tempo fa erano di uso comune solo negli ambienti della finanza, per esempio, quanti italiani conoscevano prima dell’estate anche solo il significato dello “spread” dei titoli di stato? Oggi non c’è italiano che sappia a quanto ha chiuso la borsa e a quanti punti è arrivato lo spread il giorno prima.

Andamento dello spread in Europa

Come abbiamo avuto modo di riportare più volte, ed ormai la cosa è evidente a tutti, la crisi c’è, e non risparmia (quasi) nessuno.
Nella tempesta finanziaria che si abbattuta su tutta la Zona Euro il nemico ha un nome, si chiama SPREAD.
Lo spread, quando di parla di titoli di stato, rappresenta in sostanza il differenziale tra il tasso di rendimento di un titolo a “rischio default” (come nel caso dei titoli greci) e quello di un titolo a basso tasso di rischio (allo stato attuale viene preso come riferimento, in Europa, il tasso d’interesse dei Bund tedeschi).

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