Dellai trionfa in Trentino

Roboante vittoria per il presidente uscente Lorenzo Dellai, che si appresta a governare la Provincia di Trento per il terzo mandato consecutivo. Il test, per quanto fortemente influenzato dagli elementi di politica locale, assume rilevanza anche a livello nazionale, per diversi motivi.

Innanzitutto, perché per legge costituzionale la provincia trentina gode (insieme all’Alto Adige) di un’autonomia legislativa grandemente superiore a quella di ogni altra provincia d’Italia.
In secondo luogo, perché l’alleanza che sostiene Dellai vede schierati non solo diverse componenti della vecchia Unione (PD, Italia dei Valori, Verdi, Socialisti) e una lista civica guidata dallo stesso Dellai (Unione per il Trentino) ma anche l’UDC di Casini, per quanto essa sia stata esclusa dalle elezioni per un vizio formale nella presentazione delle liste.

Lista dei candidati in Abruzzo

Sono per lo più nomi poco noti nel panorama nazionale, i “magnifici cinque” che competeranno per conquistare la presidenza dell’Abruzzo.

L’unico che si può definire ben conosciuto è Teodoro Buontempo (La Destra), noto anche col soprannome di “Er Pecora”. È nota la sua lunga militanza nel MSI e successivamente in Alleanza Nazionale, prima di seguire Storace nella nuova formazione della Destra. Vanta nel suo curriculum la carica a lungo rivestita di consigliere comunale a Roma, oltre che di deputato.

Inizia la corsa verso L’Aquila

Con la presentazione definitiva delle liste elettorali e lo scioglimento del nodo dei ricorsi, è iniziata ufficialmente la campagna elettorale per la conquista del Consiglio Regionale abruzzese. L’Abruzzo ritorna infatti alle urne dopo soli tre anni a causa dello scioglimento anticipato seguito alle note vicende giudiziarie.

Per quanto si tratti di un test nel quale avranno il loro peso gli elementi di politica locale, e per quanto l’Abruzzo sia una Regione poco popolosa, le elezioni regionali previste fra il 30 novembre e il 1° dicembre saranno comunque un banco di prova da non sottovalutare per i partiti, anche in chiave nazionale.

Il futuro della Destra

Per Storace, l’ultimo sondaggio di Renato Mannheimer è stata una salutare boccata d’ossigeno. Secondo la rilevazione pubblicata sul Corriere della Sera (peraltro vivacemente contestata dalla maggioranza di governo), il gradimento degli elettori verso l’operato del Popolo delle Libertà scende per la prima volta sotto il 50%, arrivando addirittura a poco più del 40%, ma senza che a giovarne sia il Partito Democratico, il cui consenso fra gli elettori si manterrebbe stabile ad un livello ben più basso.

Disputa sulla legge elettorale (II)

Sebbene fosse una questione già oggetto in passato di dibattito fra le forze politiche, è solo negli ultimi giorni che la questione delle preferenze sembra essere tornata prepotentemente alla ribalta.

In sintesi, nel progetto di legge presentato dal Governo per riformare la legge elettorale per il Parlamento Europeo si punta verso l’abolizione della possibilità per l’elettore di scegliere fra uno a tre candidati (a seconda della circoscrizione) all’interno di una stessa lista, introducendo invece le liste bloccate:

Disputa sulla legge elettorale (I)

Se l’approvazione definitiva del decreto-legge voluto dal ministro Gelmini sulla riforma della scuola dovrebbe portare in tempi brevi ad un ridimensionamento delle proteste in quel settore, è ormai in pieno svolgimento fra le forze politiche lo scontro su un altro terreno insidioso, e che appare al momento ben lontano da ogni ipotesi di accordo, a dispetto dei ripetuti appelli del Presidente della Repubblica.

Si tratta della nuova legge elettorale per le elezioni europee, che dovrebbe essere approvata nei prossimi mesi, appena in tempo per il rinnovo del Parlamento europeo, previsto per la prossima primavera.

Alto Adige, il trionfo della destra

Non desta sorpresa la vittoria del Sudtiroler Volkspartei alle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano (la prima volta della Storia in cui si è votato in un periodo diverso rispetto a Trento): il SVP, di gran lunga il partito più amato dalla popolazione altoatesina, ha ottenuto il 48,1% dei voti e diciotto seggi sui trentacinque a disposizione, e quindi dispone teoricamente dei numeri per formare una maggioranza da solo, sebbene è molto probabile che si cercherà un’alleanza con i partiti del centrosinistra.

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