Il vertice Letta – Merkel

Il nuovo presidente del Consiglio italiano Enrico Letta ha incassato la doppia fiducia: prima alla Camera e poi, nella giornata di ieri, al Senato (leggi: Il discorso di Letta). I numeri sono assimilabili in entrambi i rami del Parlamento e testimoniano la trasversalità di un esecutivo di grande coalizione voluto da quasi tutte le forze politiche presenti nell’arco parlamentare italiano. Quindi, da un punto di vista strettamente formale, possiamo dire che è da ieri, vale a dire dal momento successivo alla doppia fiducia presso la Camera e presso il Senato che abbiamo un nuovo governo.

La priorità IMU

 Il governo Letta dopo aver ricevuto anche la fiducia al Senato è ufficialmente il nuovo esecutivo in carica, anche se già riceve il primo aut aut da parte di Berlusconi che minaccia di ritirare la fiducia se non si darà priorità alla eliminazione dell’IMU e la restituzione del già pagato. Senza mezzi termini arriva così la minaccia dal popolo delle libertà che pretende dall’esecutivo massima attenzione ai suoi otto punti programmatici a partire dalla sua “proposta shock” durante l’ultima campagna elettorale.

(leggi anche … LA RESTITUZIONE DELL’IMU AGLI ITALIANI)

Il governo Letta e l’Imu

Il nuovo governo di Enrico Letta si è da poco insediato e già si palesano le prime nubi sul suo cammino. A dire il vero il governo non è ancora tale al cento per cento per la semplice ragione che in queste ore non ha ancora ottemperato a tutte le faccende, burocratiche e non, che rappresentano dei passaggi prioritari per la vita stessa del governo. Ci riferiamo, nella fattispecie, al fatto che in questo momento il governo Letta ha incassato sì la fiducia alla Camera dei Deputati, ma non ancora al Senato della Repubblica (leggi: La fiducia a Letta). Vero è che si tratta, allo stato delle cose, di un passaggio poco più che formale, ma la massima precisione rimane pur sempre un obbligo in queste occasioni.

Il discorso di Letta

Il presidente del Consiglio onorevole Enrico Letta ha incassato la fiducia alla Camera dei Deputati nel pomeriggio di lunedì. Un lungo discorso programmatico e poi la votazione con un risultato netto, come del resto era prevedibile. I numeri parlano di 453 voti a favore, 153 contrarti e solo 17 astensioni (leggi: La fiducia a Letta). Le tappe per rendere effettivo al cento per cento il nuovo esecutivo si stanno ormai esaurendo: sabato lo scioglimento della riserva, l’accettazione dell’incarico e la lista dei ministri, domenica il giuramento e le primissime operazioni nella prima riunione della Presidenza del Consiglio e ieri la fiducia alla Camera. Oggi al Senato.

La fiducia a Letta

Possiamo dire che il peggio è passato. O, anche, allo stesso modo, che il più è fatto. Possiamo in effetti dire che il governo caratterizzato dalla più lunga gestazione dell’ambito della nostra storia repubblicana ha di fatto visto la luce nel corso dello scorso fine settimana. Le ultimissime fasi si sono svolte tutte tra sabato pomeriggio e ieri mattina: prima il nuovo Presidente del Consiglio Enrico Letta ha avuto un ultimo colloquio chiarificatore con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poi ha comunicato la lista dei ministri (leggi: Tutti i ministri del nuovo governo Letta) e ieri mattina il giuramento.

Gli spari a Palazzo Chigi e l’antipolitica

L’eco degli spari fuori a Palazzo Chigi non si è ancora spenta (leggi: Spari a Palazzo Chigi) e la selva di commenti tenderà a infittirsi sia nelle prossime ore che nelle settimane a seguire. Di fatto ognuno può avere la propria idea riguardo a quello che, in misura oggettiva, rimane un gesto isolato di un uomo solo e chiaramente non sano di mente. Adesso, cercare di indagarne le ragioni può essere un esercizio da continuare all’infinito e, probabilmente, un gesto assolutamente inutile.

Spari a Palazzo Chigi

Un pazzo spara contro i carabinieri fuori Palazzo Chigi. Ne ferisce due e poi viene catturato. Negli stessi minuti era in corso il giuramento dei neo ministri del governo Letta. Insomma, una domenica che ha mostrato un film molto diverso da quello che tutti si aspettavano di vedere e volevano vedere. Dopo circa due mesi dalle elezioni del 24 e del 25 febbraio, finalmente, il presidente del Consiglio Enrico Letta aveva sciolto la riserva e stamattina tutti aspettavano il rito ufficiale del giuramento (leggi: Le reazioni alla lista dei ministri).

Le reazioni alla lista dei ministri

Il nostro Paese ha finalmente un nuovo governo. Nel pomeriggio di sabato il premier incaricato onorevole Enrico Letta ha avuto un ultimo e lungo colloquio chiarificatore con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: due ore e un quarto circa per sistemare gli ultimi aspetti di un esecutivo che, per forza di cose, rimarrà nella storia, se non altro per la travagliatissima gestazione che ha portato avanti. Fatto sta che, alla fine, Letta ha sciolto la riserva, è diventato Presidente del Consiglio a tutti gli effetti e ha comunicato la lista dei ministri (leggi: Tutti i ministri del nuovo governo Letta).

M5S contro il governo Letta

Tra poco il nostro Paese avrà un nuovo governo. Un nuovo governo di cui ricorderemo in primo luogo la gestazione lunga, laboriosa e piena di colpi di scena: un governo in cui il primo incarico lo aveva dato un Presidente della Repubblica in pieno semestre bianco, anzi agli sgoccioli del proprio mandato, che ha visto il leader del Partito Democratico che aveva ricevuto l’incarico rassegnare le proprie dimissioni e che dovrebbe prendere le mosse nella giornata di oggi. Finalmente, potremmo dire, dato che sono passati ormai più di due mesi dalle elezioni del 24 e del 25 febbraio.

Governo Letta: sostegno e opposizione

Sono giorni ancora caldissimi per quanto riguarda i principali meccanismi della nostra vita politica. Sono giorni in cui si sta formando un nuovo esecutivo, in cui c’è un Presidente del Consiglio in pectore – Enrico Letta – che ha ricevuto l’incarico dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e che ha concluso nella giornata di ieri il giro di consultazioni per poi poter sciogliere la fiducia entro il fine settimana. Secondo qualcuno entro domani.

Il risultato delle consultazioni di Letta

Le consultazioni di Enrico Letta si sono concluse nella giornata di ieri. Da quando ha ricevuto per primo lo stato maggiore di Sinistra Ecologia Libertà fino al tardo pomeriggio si sono avvicendati a Palazzo Montecitorio tutti i leader delle forze politiche del nostro Paese. Il primo dato su cui abbiamo una certezza è la velocità con cui le consultazioni si sono concluse: una giornata di lavoro è, forse, bastata a Enrico Letta per dichiarare concluse le sue consultazioni. I più ottimisti pensano alla lista dei ministri già domani (leggi: Le consultazioni di Letta).

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