Il lavoro non è più scontato

Siamo oggi di fronte ad una verità che, per certi versi, sarebbe purtroppo giusto ed a tutti gli effetti corretto definire inconfessabile ed inenarrabile per le conseguenze e le ripercussioni, gravissime, che essa potrebbe riversare su tutta la popolazione italiana.

Operai costretti a lavorare nonostante il sisma

Mirandola, Medolla, Cavezzo, San Felice sul Panaro. Questi i nomi dei paesi, 50.000 anime in tutto di cui oltre 15.000 sfollati e 17 deceduti, letteralmente spazzati via dagli sciami sismici che, a partire dalla notte tra sabato 19 maggio e domenica 20 maggio 2012, starebbe continuando a scuotere, sconvolgere, rivoltare, affossare ed innalzare la pianura padana cominciando a darle quella forma, probabilmente collinare, che fra qualche secolo potrebbe assumere.

Emendamenti partite IVA riforma del lavoro

I lavori della Commissione Lavoro del Senato della Repubblica, che negli ultimi giorni avrebbe analizzato gli emendamenti presentati dalle più differenti forze politiche alla riforma del mercato del lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attualmente presieduto dal ministro Elsa Fornero, sarebbero terminati nella giornata di ieri e, dopo le moltissime discussioni che sul delicato argomento si sarebbero senza pose succedute sin dall’insediamento dell’attuale Governo Monti, il testo della riforma del mercato del lavoro sarebbe ogni giorno di più prossimo alla propria definitiva approvazione (complice la decisione, ormai data per scontata dagli analisti, dell’esecutivo tecnico di porre la fiducia in Parlamento in merito al su indicato provvedimento così da rispettare gli impegni che il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti avrebbe assunto nei confronti dei propri più importanti alleati europei).

Piano del Governo Monti per la crescita

Che il merito sia da attribuirsi alle elezioni amministrative di domenica 6 maggio e lunedì 7 maggio 2012 piuttosto che ai rapporti del Centro Studi della Confederazione Generale dell’Industria Italiana, ai cambiamenti occorsi in tutta Europa o ancora, infine, all’escalation di violenza e suicidi di questi ultimi mesi non sarà, probabilmente, mai dato saperlo.

CSC conferma recessione Italia

Il Centro Studi di Confindustria avrebbe in queste ultime ore diramato un bollettino, riguardante non solamente l’attuale condizione economico-finanziaria delle principali imprese, aziende ed industrie italiane bensì anche, e soprattutto, la situazione occupazionale dei consumatori italiani, che definire allarmante è, a nostro avviso, ben poca cosa rispetto alla scenari di recessione, pesantissima, che delinea per il futuro della bistrattata economia italiana.

Gli italiani soffrono a causa del lavoro

Non stiamo parlando, contrariamente a quanto sarebbe di primo acchito possibile credere, dello stress da lavoro che, oltre ad essere ormai stato riconosciuto, anche in ambito internazionale, quale vero e proprio disagio psicologico e sociale, avrebbe ormai colpito oltre 9 milioni di italiani, bensì dello stress, ormai sempre più diffuso, derivante dall’impossibilità di trovare un qualsiasi posto di lavoro.

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