Crescere è la priorità dell’Italia

Considerando la situazione economico-finanziaria europea dal punto di vista di uno dei più efficaci indicatori della politica fiscale di ogni singolo Paese (ovverosia prendendo in considerazione i conti pubblici al netto degli interessi sul debito) l’Italia risulterebbe essere una nazione, con un avanzo pari al 2%, davvero importante, addirittura messa meglio di quella Germania che, in questi ultimi anni, ha dettato i ritmi della ripresa.

Verrebbe da chiedersi, allora, perché mai Moody’s si stia apprestando a giudicare, in maniera nettamente negativa, il nostro Paese.

CRESCITA ECONOMICA ITALIANA FERMA SECONDO CONFINDUSTRIA

Moody’s giudica l’Italia

Nella tarda serata di oggi giungerà il verdetto di Moody’s sul nostro Paese.

Il 17 giugno 2011, infatti, è cominciata la revisione del rating dell’Italia e, considerando un periodo medio di 90 giorni per completare la valutazione, e  salvo imprevisti, oggi dovrebbe essere la giornata buona.

Buona si fa per dire poiché, a detta di moltissimi analisti, un downgrade del Bel Paese non è soltanto possibile, come 3 mesi fa, ma addirittura scontato.

Manovra finanziaria 2011 approvata con fiducia

La Camera dei Deputati, presso la quale la manovra finanziaria 2011 era approdata sin da lunedì, avrebbe approvato, con voto di fiducia e parecchie riserve (i favorevoli sono risultati essere soltanto 316), il testo del decreto legge 13 agosto 2011 n° 138 dando il via libera alla definitiva trasformazione in legge del decreto finanziario, redatto in tutta fretta a metà agosto, che dovrebbe avvenire oggi stesso a partire dalle 18.30.

La scuola riparte senza soldi

È suonata alle 8 di stamane, per circa 4 milioni di studenti di 12 regioni, la prima campanella dell’anno scolastico 2011/2012. Domani toccherà a tutti gli altri.

Peccato, però, che non vi siano, nella maniera più assoluta, i fondi necessari affinché ogni istituto italiano, circa 10.000, possa avere l’autonomia scolastica stabilita, per legge, nel 1997 e che garantisce, sin dal 2001 (anno di attuazione del provvedimento) ad ogni realtà di modificare il POF (Piano Offerta Formativa) in base alle esigenze degli studenti.

La Grecia fuori dall’euro per salvare l’Europa

Sempre più leader politici, in tutta Europa e a vari livelli, considerano l’eventuale ritorno della Grecia alla dracma un’ipotesi tutt’altro che remota.

L’ondata di consensi ottenuta da Tino Soimi, leader populista del partito Veri Finlandesi (che propugna la separazione della propria nazione dall’Europa unita) che per primo avrebbe sostenuto come i paesi più ricchi del vecchio continente non dovrebbero salvare gli imbroglioni greci (espressione colorita ma che ben evidenzia l’esasperazione per una situazione di stallo che, dovesse rompersi l’equilibrio, potrebbe trascinare con sé almeno Portogallo, Spagna e Italia senza considerare la colossale esposizione delle banche francesi nei confronti del debito greco), è stata risoluta ed incondizionata.

LA CRISI DELLA GRECIA COLPISCE LE BANCHE FRANCESI

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