
Giulio Tremonti vede al ribasso la crescita del PIL



Non molti pensano che la crisi possa causare qualcosa in più del default di Stati, banche, industrie, attività commerciali.



Verrebbe da chiedersi, allora, perché mai Moody’s si stia apprestando a giudicare, in maniera nettamente negativa, il nostro Paese.

Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori dell’istituto sono davvero sorprendenti.

Il 17 giugno 2011, infatti, è cominciata la revisione del rating dell’Italia e, considerando un periodo medio di 90 giorni per completare la valutazione, e salvo imprevisti, oggi dovrebbe essere la giornata buona.
Buona si fa per dire poiché, a detta di moltissimi analisti, un downgrade del Bel Paese non è soltanto possibile, come 3 mesi fa, ma addirittura scontato.

L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre ha calcolato quanto potrebbe costare, ad ogni famiglia italiana, l’aumento dell’IVA di un punto percentuale relativo all’aliquota più alta.

I risultati, purtroppo, sono tutt’altri che confortanti. Vediamoli insieme.



IL REFERENDUM